Trasporti, sciopero nazionale il 24 e il 26 luglio

Sciopero nazionale di treni, autobus e autostrade il 24 luglio, del trasporto aereo il 26 luglio. Lo hanno proclamato Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti per la mancanza di […]

Vacanze e trasporti, i diritti dei viaggiatori

Cosa fare se durante le vacanze si è vittima di disservizi nei trasporti? Adiconsum, l’associazione dei consumatori promossa dalla Cisl, ha preparato un dettagliato vademecum in cui elenca quali sono […]

Servizi e lavoro pubblico, la riforma vera è quella della partecipazione

“Lavoro pubblico, Lavoro sociale. Servizi e bene comune”.Questo il titolo della manifestazione della Cisl tenuta ieri a Roma . All’iniziativa, promossa da Funzione pubblica, Scuola e Trasporti, dedica un ampio servizio conquistedellavoro.it […]

Niente tagli al servizio di trasporto extraurbano

Non ci sarà alcun taglio al Servizio di Trasporto Extraurbano. I vertici della SIA e della SAIA lo hanno anticipato oggi alle organizzazioni sindacali di categoria – per la Cisl si tratta della FIT (Federazione Italiana Trasporti) – e ai lavoratori anticipando le scelte della Provincia che verranno rese note nei prossimi giorni. […]

Trasporti in crisi. La Fit lancia la sfida

La crisi finanziaria non risparmia il settore del trasporto merci. Un quadro, allarmante, rilanciato durante il primo congresso della Fit-Cisl di Brescia-Sebino Vallecamonica (Federazione Italiana Trasporti), organizzato ieri nell’auditorium della sede cittadina del sindacato di via Altipiano d’Asiago. E i numeri della difficoltà sono impressionanti: soltanto negli ultimi 4 mesi spicca un +500% di ricorso alla Cassa integrazione per un settore che, prima, non aveva mai conosciuto lo spauracchio del calo occupazionale.

Una situazione evidenziata ai delegati dal segretario generale della Fit, Primo Sartori, confermato al termine dei lavori per altri due anni al vertice del sindacato. Fiducia rinnovata anche anche al segretario aggiunto, Mauro Scalvini, e al componente di segreteria, Roberto Polini. “Siamo davvero molto preoccupati – ha spiegato Sartori -. La crisi sta colpendo duramente il settore autotrasporti, che mai, fino ad oggi, aveva dovuto fare i conti con la recessione. Purtroppo ora deve fare i conti con una forte diminuzione delle richieste di trasporto su gomma, ma anche su ferro, con situazioni bizzarre, come quella degli esuberi tra i macchinisti merci di Trenitalia: secondo l’azienda – ha aggiunto – non possono essere destinati al trasporto persone, settore nel quale, invece, gli organici sono carenti”. Anche alla luce di questa situazione la Fit-Cisl di Brescia sta spingendo per la creazione di un “osservatorio sul settore trasporti da attuare in collaborazione proficua con la Provincia – ha annunciato Sartori -: un nuovo organo di controllo che vigili sulla situazione occupazionale ed economica”.

Obiettivo sulla crisi ma non solo, considerato che le sfide per il settore trasporti bresciano non mancano. Iniziando da A2A. “Con la multiutility stiamo cercando nuove forme di dialogo – ha spiegato Sartori -, attraverso tavoli di trattativa che coinvolgano Brescia, Milano, Bergamo e Varese. Quel che ci sta a cuore è il livello occupazionale del settore ecologia: siamo disposti a concedere maggiore flessibilità se l’azienda si impegnerà a non esternalizzare il lavoro”. Ma non è tutto. Alla voce occasioni sprecate, non poteva mancare una citazione per l’aeroporto di Montichiari. “È vero che l’Italia sta vivendo una crisi senza precedenti per il comparto aereo e il sistema aeroportuale – ha concluso Primo Sartori -, ma l’unico scalo bresciano non è mai riuscito a decollare per le forti divergenze tra la politica e l’imprenditoria. Credo sia giunto il momento di fare chiarezza fino in fondo e decidere concretamente se si intende dare un futuro a Montichiari”. (www.bresciaoggi.it)

Poste e Trasporti a congresso

Problemi enormi con enormi ricadute nel sociale. Il check up che la Slp Cisl, il sindacato de lavoratori di Poste S.p.A., offrirà alla discussione del suo quinto Congresso territoriale appare veramente severo. “La sistematica chiusura degli uffici postali, una pressione crescente sui lavoratori, la sordità ad ogni richiesta di confronto sulle strategie aziendali e sulle politiche organizzative sono i dati sotto gli occhi di tutti, dai cittadini alle istituzioni. A lungo la Slp Cisl – spiega il suo Segretario generale Giovanni Punzi – ha combattuto una battaglia quasi solitaria contro queste logiche e in difesa della dignità dei lavoratori. Oggi, con una maggiore consapevolezza sociale di queste problematiche, alla vigilia della liberalizzazione dei mercati, la preoccupazione si fa ancora più grande: è quella della frammentazione, dello smembramento dell’azienda”. Sullo sfondo resta il problema dell’efficienza del sistema, fortemente penalizzato da i infrastrutture dispendiose e obsolete. “Per questo – conclude Punzi – noi proporremo dal Congresso che Poste S.p.A. venda il palazzo di Piazza Vittoria e impieghi le risorse per realizzare un nuovo e funzionale centro di meccanizzazione postale”

Il Congresso Slp Cisl avrà luogo lunedì nella sala convegni della Ca Noa a Brescia; l’inizio della relazione del Segretario generale è prevista alle ore 16.

Nella mattinata di lunedì, invece, a partire dalle ore 9.30, nella sede della Cisl in via Altipiano d’Asiago la Federazione Italiana Trasporti di Brescia, Valcamonica e Sebino celebrerà il suo appuntamento congressuale. La relazione, proposta dal Segretario generale Primo Sartori, metterà l’accento sulla necessità di costituire un coordinamento che coinvolga tutte le aziende del trasporto pubblico perché mettendo in sinergia competenze, mezzi e risorse arrivino risposte adeguate alla richiesta di mobilità che viene dal territorio. Altro tema al centro del dibattito sarà il contributo dell’azione sindacale all’effettivo e duraturo rilancio dell’aeroporto di Brescia Montichiari e la vertenza con Trenitalia perché l’Alta velocità non penalizzi i pendolari che quotidianamente usano il treno per recarsi al lavoro.

Sciopero del trasporto pubblico locale

Domenica 6 e lunedì 7 luglio 2008 scioperano per 24 ore i lavoratori delle Ferrovie e del trasporto pubblico locale. I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, Ugl, Orsa, Fast e Faisa, hanno indetto una la protesta, a sostegno della vertenza per il contratto unico della mobilità che riguarda ferrovieri e autoferrotranvieri. Gli addetti del sistema ferroviario si fermano dalle ore 21 di domenica 6 fino alle ore 21 di lunedì 7; i lavoratori del trasporto pubblico locale sciopereranno invece per l’intera giornata di lunedì 7.

Perché lo sciopero generale dei trasporti?

“Il Governo non riesce a sbloccare la vicenda del trasporto locale, dell’ Alitalia, dei treni e lo sciopero generale è la logica conseguenza di ritardi inammissibili in tutti i settori del trasporto”. Così il Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, dopo l’ennesimo insoddisfacente incontro con il Governo dei sindacati di settore. Per Filt, Fit e Uilt, infatti, che lamentano la mancanza “di un serio confronto e di una vera concertazione” le aperture dell’Esecutivo, che si sono limitate al solo trasporto locale, “non sono state sufficienti”. “Più che destinare risorse per il trasporto ferroviario ad alta velocità .-ha ribadito Bonanni riferendosi all’annuncio fatto nei giorni scorsi dal Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, di voler tagliare drasticamente i fondi destinati alle Ferrovie dello Stato – il Governo pensi all’Italia che lavora e che prende il treno”. “Due mesi fa di fronte all’aumento delle tariffe degli Eurostar, – ha ricordato il Segretario generale – noi dicemmo benissimo, ma gran parte dell’attenzione deve andare alle tratte locali, dove ci sono i pendolari, perché sono ridotte ad una situazione da terzo mondo. Invece, dove vanno a tagliare? Proprio lì. Noi non siamo d’accordo”. Dello stesso parere Annamaria Furlan, Segretario Confederale Cisl, responsabile Dipartimento Politiche servizi e terziario che in nota sottolinea: “Esecutivo ed Istituzioni a cui si accompagna la assai marginale attenzione che la finanziaria 2008 presta al mondo dei trasporti, non hanno colto l’importanza di prevenire e risolvere crisi assai complesse come quelle dell’Alitalia, delle Ferrovie, del trasporto locale o della Tirrenia, solo per citarne alcune, quelle che più direttamente interagiscono con la quotidianità di centinaia di migliaia di lavoratori e di milioni di cittadini”. Lo stesso Segretario generale della Fit Claudio Claudiani. parla di “disimpegno ed ambiguità” del Governo “sulle questioni scottanti dei trasporti, della garanzia dei servizi universali, della mobilità soprattutto per i pendolari. Restano incolmabili – secondo il segretario della Fit – le distanze dalle proposte del sindacato che, è bene ricordarlo, – precisa – non sono in questo caso di tipo salariale, bensì riguardano le politiche, le regole, i contratti, lo sviluppo dell’intero settore almeno alla pari alla domanda di mobilità”.

Il 19 maggio sciopero del trasporto pubblico locale

Sarà di 24 ore il nuovo sciopero di tutti i dipendenti delle aziende di trasporto pubblico locale (autobus, tram e metropolitane) previsto per il prossimo 19 maggio. Al centro della protesta, proclamata da Filt Cgil, Fit Cisl e Uil trasporti, la vertenza per il rinnovo del biennio economico del contratto collettivo nazionale di lavoro (2006-2007). Le organizzazioni sindacali, considerato l’andamento dell’inflazione e la necessità di tutelare il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori della categoria, chiedono una rivalutazione del 6% delle retribuzioni, pari ad un valore, a parametro medio, di 111,00 euro mensili lordi. Le controparti datoriali, Asstra e Anav, dopo aver richiamato le ben note difficoltà economiche delle aziende, dovute ai mancati adeguamenti dei trasferimenti di risorse destinate al trasporto pubblico locale e ai tagli previsti dall’ultima legge finanziaria, hanno ribadito la loro indisponibilità a proseguire la trattativa.

Trasporto locale. Sciopero cancellato

È stato raggiunto questa notte un accordo tra le organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil e la Federazione nazionale dei trasporti pubblici locali, sul trattamento di malattia degli autoferrotranvieri. L’intesa tra le parti consente la revoca dello sciopero previsto per mercoledì 21 settembre. Soddisfazione dei sindacati confederali per l’esito delle trattative: la vertenza si è conclusa bene – hanno dichiarato i Segretari di Cgil Cisl e Uil – e non possiamo che esprimere un giudizio ampiamente positivo.

Il 21 settembre si ferma il trasporto locale

Autobus, tram e metropolitane si fermeranno il 21 settembre per lo sciopero proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti a sostegno della vertenza relativa al trattamento di malattia. La protesta è stata indetta in seguito alla grave indisponibilità al confronto dimostrata venerdì scorso DALL’Associazione delle aziende del trasporto pubblico locale.Le diverse proposte che sono state avanzate dalle controparti, tutte inaccettabili – hanno spiegato i rappresentanti sindacali – tendono a trasferire sui lavoratori il costo della malattia e, in nessuna occasione, le controparti sono state in grado di produrre una proposta compiuta tale da far svoltare la trattativa verso la conclusione. È molto grave che dopo tutti questi mesi, il Governo, le Regioni e i Comuni si siano totalmente disinteressati del problema contribuendo ad accrescere un conflitto sociale che ha già prodotto tre scioperi nazionali.

FIT Cisl: i trasporti hanno bisogno di idee

Buoni mobilità, pedaggi di ingresso nelle aree urbane, deducibilità totale delle spese sostenute nell’utilizzo del trasporto pubblico. Claudio Lonati, Segretario generale della FIT CISL di Brescia, la federazione dei lavoratori del settore trasporti, ha aperto il Congresso della sua Categoria con una relazione che accanto all’analisi dei problemi ha messo anche qualche proposta. All’insegna del coraggio e della volontà di cambiare realmente le cose.

“Infrastrutture e trasporti rappresentano uno fra i più efficaci volani della crescita economica del Paese e del benessere sociale. Ma si ha come l’impressione che si sia raggiunto una sorta di equilibrio: non si vedono all’orizzonte né vere politiche di incentivazione al mezzo pubblico, e tanto meno iniziative per fare in modo che la merci non viaggino esclusivamente (siamo ormai all’80% ) su gomma”. Claudio Lonati ha spiegato anche che “le due principali modalità di trasporto in Italia, strada e ferrovia, ci vedono singolarmente protagonisti nelle classifiche europee: infatti, in rapporto agli abitanti. con circa 300.000 mila chilometri di strade l’Italia e prima in Europa, mentre con 19.500 chilometri di rete ferroviaria siamo gli ultimi nel Vecchio Continente”.

Come può un’offerta del servizio ferroviario quantitativamente e qualitativamente così scarsa attrarre l’interesse dei cittadini? Come si può immaginare un travaso d’utenza dal mezzo privato al mezzo pubblico? “La FIT CISL – ha detto il Segretario generale – da molto tempo sta denunciando questa situazione di degrado; gli utenti sono talmente esasperati che sono arrivati ad azioni estreme come quelle di presidiare i binari. Il messaggio è chiaro: agli utenti non interessano i bonus sui ritardi, interessa arrivare in orario al lavoro e se non è chiedere troppo che in inverno funzioni il riscaldamento sulle carrozze”.

Comuni, Province e Regione devono muoversi con maggiore determinazione e con idee più chiare. “Potrebbero contribuire, ad esempio, non solo all’acquisto in leasing del materiale rotabile necessario per un servizio all’altezza delle attese, ma anche con una politica tariffaria da modulare con il gestore per ridurre i costi e ampliare le opportunità. Che gli Enti Locali rispondano che non ci sono risorse – ha aggiunto Lonati – è assolutamente fuori luogo. Qui si parla di investimenti, di futuro, di scelte strategiche! Perché non utilizzare per finanziare il trasporto regionale ferroviario una parte dei pedaggi di quelle autostrade che fra mille polemiche, vedranno comunque la luce, e di quelle che già percorriamo a prezzi non certo popolari?”.

Uguali problemi di mancanza di progettualità, mancanza di coraggio e mancanza di inventiva si riscontrano nel trasporto pubblico urbano. “È evidente che la liberalizzazione del settore – ha detto ancora il Segretario generale della FIT – non ha dato e non poteva sicuramente dare nessun impulso nuovo: l’equazione più servizi uguale più qualità uguale meno contributi non poteva reggere!

Per un rilancio vero del trasporto pubblico servono politiche concrete di investimenti, servono regole, uguali per tutti, dalla Val d’Aosta alla  Sicilia. La politica, il Governo, le Regioni, gli Enti locali non possono sottrarsi a questi impegni, non possono ricordarsi degli autoferrotranvieri perché l’inquinamento è alle stelle e servono più autobus, o perché bisogna raddoppiare il servizio se si chiudono le città!”

Se il servizio di trasporto pubblico deve avere una valenza sociale significa che non si può guardare solo al profitto. La realtà e purtroppo molto diversa e ormai siamo al collasso: i finanziamenti pubblici, dei quali il settore necessità, non sono sufficienti: il rapporto 65% da finanziamenti pubblici e il 35% da introiti per i biglietti è saltato. La Regione Lombardia arriva a coprire a malapena il 51% dei costi e la maggior parte delle aziende ha bilanci profondamente in rosso. Invertire questa tendenza è possibile.”Basterebbe una vera integrazione tariffaria fra i diversi vettori – ha esemplificato Lonati – e dare la gestione degli introiti dei biglietti ad un ente terzo, una authority sopra le parti, che li ridistribuisca equamente alle società che svolgono il servizio: in questo caso il cittadino potrebbe scegliere il mezzo di trasporto indipendentemente dall’azienda o dal biglietto o abbonamento che ha in tasca, utilizzando a parità di destinazione il primo autobus che passa alla fermata”.

Occorre decongestionare le vie cittadine dal traffico privato e per farlo si potrebbe e si direbbe ricorrere ai ticket di egresso in città. Le sperimentazioni ci sono, i risultati anche. Occorre la volontà politica. Potremmo utilizzare i ricavi di questi pedaggi per ridurre i costi degli abbonamenti e per ammodernare il parco autobus. Ma si potrebbe anche rendere integralmente deducibile dal reddito di ogni singolo utente l’abbonamento al trasporto pubblico e anche ferroviario. E, perché no, diffondere i buoni-mobilità sulla falsa riga dei diffusissimi buoni pasto, anche attraverso gli accordi aziendali.

Lonati ha dedicato spazio anche a ripuntualizzare la posizione del sindacato Cisl rispetto all’Aeroporto: “La desolante fotografia dello scalo aereo cittadino – ha detto – non è data solo dallo scarso numero di voli e di passeggeri, ma anche da comportamenti dirigenziali(come lo scandaloso ricorso ai contratti a termine) che smentiscono nei fatti quel che si va sostenendo in tema di rilancio e di nuovi impegni per il futuro Riteniamo comunque di continuare come abbiamo sempre fatto a credere nell’importanza strategica dell’aeroporto, per lo sviluppo economico della nostra provincia, ma devono crederci anche con più convinzione le istituzioni, le forze politiche, le associazioni imprenditoriali, bisogna mettere in campo iniziative forti e decisive. La concessione dell’aeroporto deve essere in capo al D’Annunzio, lo scalo deve vivere di una propria concessione autonoma, svincolata da Verona”.

Sulla relazione di Lonati il dibattito congressuale ha confermato il largo consenso di cui gode il gruppo dirigente della Categoria e la volontà di continuare sulla strada di un impegno rigoroso e di un confronto aperto, con le altre sigle sindacali del settore e con tutti gli attori, pubblici e privati, che hanno ruolo e responsabilità nella definizione e nella gestione delle politiche del trasporto.

Claudio Lonati è stato rieletto al termine del Congresso nella carica di Segretario generale; con lui in Segreteria sono stati eletti anche Mauro Scalvini, Nunzio Rettore e Roberto Polini.