Coronavirus: sciopero regionale chimica, tessile, gomma-plastica

I sindacati regionali del settore chimico, tessile, gomma-plastica che non hanno produzioni essenziali e di pubblica utilità, hanno proclamato per […]

La crisi del tessile e la denuncia silenziosa delle maestre dell’infanzia oggi sui quotidiani

I quotidiani locali dedicano oggi spazio alla crisi del tessile nel bresciano e alla protesta delle maestre delle scuole materne comunali per i tagli decisi da Palazzo Loggia. […]

Tessile e chimica sempre più in crisi. In Lombardia coinvolti 36.305 lavoratori

Anche i dati dell’Osservatorio congiunturale della Femca Cisl Lombardia confermano per il primo semestre 2012 l’evoluzione negativa della crisi: 36.305 lavoratori coinvolti (il 9% in più rispetto all’ultimo quadrimestre del 2011) che fanno riferimento a 771 aziende del comparto tessile-moda (21.599 addetti), 403 del comparto chimico-gomma plastica (14.500 lavoratori) e 1, la Tamoil di Cremona, del settore energetico (206 addetti). Il territorio che sta facendo ricorso agli ammortizzatori sociali con maggiore intensità è quello di Varese con il 20,43% dei provvedimenti erogati in Lombardia; il 6% riguarda Brescia e la sua provincia.

Osservatorio Femca Lombardia – Rapporto primo semestre 2012

Tessile: siglato il nuovo contratto

È stata sottoscritta a Milano l’ipotesi di intesa per il rinnovo del contratto del settore tessile-abbigliamento , scaduto il 31 marzo. Nel settore a Brescia sono occupate circa 17.000 persone.Ne dà notizia un comunicato dei sindacati Femca Cisl, Filtra Cgil, Uilta Uil, ricordando che l’accordo è stato ottenuto senza dover ricorrere ad iniziative di sciopero, e che il risultato salariale (94 euro al terzo livello super nel biennio 1/4/2008-31/3/2009, con 114 euro di una tantum), è particolarmente significativo. (www.ansa.it)

Artigianato: c’è l’accordo per il tessile e l’abbigliamento

Dopo tre giorni di intense trattative, è stato raggiunto a Roma un accordo tra le parti per il rinnovo del Contratto nazionale dei lavoratori dell’artigianato nel settore tessile e abbigliamento. Nelle sue parti normative il Contratto era scaduto da oltre sette anni e da tre per quelle salariali.

L’accordo riguarda oltre 200.000 addetti e costituisce una parte fondamentale del Sistema Moda italiano, A Brescia i lavoratori del settore sono circa 6.000.

“Un risultato importante – spiega Francesco Saottini Segreterio generale della Femca Cisl di Brescia – con un aumento salariale di 100 euro che sarà erogato in due tranche, e 400 Euro di Una Tantum a copertura del periodo di carenza contrattuale. L’accordo prevede anche il 100% del trattamento economico di maternità, risolvendo così un problema storico per una categoria costituita per oltre il 70% da donne, e viene migliorato il trattamento di malattia. Altre novità importanti riguardano l’apprendistato, con una tutela complessiva elevata e molto soddisfacente, i periodi di durata fra basse, medie ed alte professionalità, la parificazione del trattamento economico di malattia che da anni era problema irrisolto per gli apprendisti”.

L’intesa raggiunta prevede inoltre il rafforzamento e la specializzazione categoriale della bilateralità, risorse e modalità per la formazione continua, un piccolo ma importante adeguamento dell’inquadramento professionale, la conferma degli accordi predenti sugli orari di lavoro.

“Siamo in presenza di un contratto – aggiunge ancora Saottini – che senza operare scambi o peggioramenti impropri, raggiunge obiettivi economici e normativi di grande livello, sia dal punto di vista quantitativo sia da quello qualitativo, chiudendo una lunga ed ormai irragionevole carenza contrattuale in un settore dove i lavoratori purtroppo sono deboli e poco organizzati e quindi non hanno molte altre occasioni o strumenti di tutela delle loro condizioni sia salariali sia normative. La speranza è che questo accordo possa contribuire a sbloccare anche gli altri contratti dell’artigianato ancora irrisolti”.

A margine dell’intesa, le organizzazioni sindacali e le rappresentanze dell’artigianato  hanno ribadito l’obiettivo strategico di raggiungere un testo contrattuale unico anche con i settori delle pulizie, tintorie, lavanderie e occhiali settori per i quali sollecitiamo la ripresa del negoziato.

Accordo per il contratto del tessile-abbigliamento

Firmato l’accordo per il rinnovo del secondo biennio economico del Contratto Collettivo Nazionale Lavoro dei circa 650.000 lavoratori del settore Tessile-Abbigliamento. “È un fatto di grande importanza – ha detto Sergio Spiller, segretario generale della Femca Cisl, – esso rappresenta, in un contesto di profonda trasformazione del settore della moda italiana, sottoposto alle forti pressioni competitive di un mercato internazionale con regole, vincoli e condizioni sociali e produttive profondamente differenziate, al cambiamento dei consumi, al prevalere del fattore distributivo su quello produttivo, una scelta positiva e responsabile di investimento per il futuro del tessile italiano. L’intesa prevede un aumento di 75 Euro e un allungamento di 3 mesi della durata contrattuale. La firma del contratto permette di attivare da subito un tavolo di confronto per rilanciare le politiche industriali e individuare tutte le innovazioni necessarie per garantire, attraverso la partecipazione dei lavoratori e la salvaguardia della loro condizione, una maggiore competitività delle imprese e dei distretti e assicurare anche per il futuro il ruolo di eccellenza nel mondo del sistema tessile italiano”.

Nel bresciano i lavoratori del settore sono oltre 20.000.

Sciopero per i 20.000 del tessile a Brescia

4 ore di sciopero nella giornata di venerdì 31 marzo. È la risposta  dei sindacati del settore tessile, abbigliamento e calzature di Cgil, Cisl e Uil allo stallo della trattativa per il rinnovo del secondo biennio economico contrattuale. Femca, Filtea e Uilta, queste le tre sigle sindacali confederali impegnate nel confronto con gli industriali, chiamano i lavoratori alla mobilitazione per denunciare l’atteggiamento di chiusura assunto dalle controparti che in pratica vorrebbero scaricare sui dipendenti del settore i costi della crisi negando loro il riconoscimento di un adeguamento salariale che compensi almeno la perdita del potere d’acquisto avvenuta in questi ultimi anni.

A Brescia i lavoratori del tessile, abbigliamento e calzaturiero, vale a dire l’insieme delle unità produttive che rientrano nel cosiddetto “sistema moda” del nostro Paese, sono circa 20.000; l’astensione dal lavoro sarà il mattino per gli impianti a giornata e nelle prime ore di lavoro per i turnisti.

Scarica il volantino sindacale per lo sciopero.

Il tessile e la Lega: un risveglio molto sospetto

La lega Nord chiede l’introduzione dei dazi e attacca il sindacato dopo lo sciopero proclamatao in difesa del settore tessile. La Cisl di Brescia e la federazione di categoria hanno diffuso in proposito il seguente comunicato:

Leggiamo stupiti dai quotidiani locali il comunicato stampa della Lega Nord Padania relativo allo sciopero dei lavoratori tessili dell’otto marzo.

Stupore non tanto per la proposta sull’introduzione dei dazi doganali come risoluzione del problema: sono opinioni e le rispettiamo, anche se noi pensiamo però che, purtroppo, la complessità dei problemi in campo non sia risolvibile con qualche battuta.

Spiace però che la Lega approfitti del disagio di tante famiglie, coinvolte dalle numerose crisi, per farsi un po’ di propaganda politica.

È strano che un partito che sta al Governo, perciò nella condizione migliore per tentare di affrontare i problemi, non sappia fare altro che polemizzare con il sindacato colpevole di chiedere tutele per i lavoratori, prospettive per l’impresa e il lavoro.

Non sappiamo dove siano stati i dirigenti leghisti in questi anni di difficoltà: noi che c’eravamo, e ci siamo, non li abbiamo mai visti assumere un’iniziativa sensata, fare una proposta costruttiva, e sarebbe fin troppo facile ricordare le loro responsabilità, oltre che a Roma anche a Milano e nella Provincia di Brescia. Cosa hanno fatto questi signori quando gestivano l’assessorato al lavoro e noi come sindacato rivendicavamo con forza interventi a livello locale?

La Lega Nord a Brescia e per il territorio bresciano non ha fatto niente.

In altre Province il sindacato ha potuto rappresentare nelle sedi istituzionali le proprie ragioni e ottenere ai lavoratori tutele e interessamento vero ai loro problemi. Come Cisl e Femca abbiamo insistito nei confronti di tutti affinché ci fosse una sede anche a Brescia nella quale discutere i problemi del tessile e abbigliamento: peccato che la Lega, tra sagre e gazebo, avesse altro da fare

Viene da chiedersi se non sia la prossimità delle elezioni ad avere risvegliato qualcuno rispetto ai problemi delle lavoratrici e lavoratori del settore. Ma se anche così fosse, ben venga questa ondata di attenzione, a patto che si dimostri con i fatti la volontà di risolvere i problemi, ed è per questo che noi attendiamo la convocazione al tavolo istituzionale di tutte le parti coinvolte, affinché insieme si riescano ad affrontare i problemi. Altro non ci interessa, e pensiamo non interessi nemmeno ai lavoratori.

Una manifestazione regionale per il tessile

In Lombardia sono oltre 500 le aziende tessili in crisi. Per sollecitare un impegno delle istituzioni, i sindacati lombardi di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato per il 21 gennaio una manifestazione di tutti i delegati e delle rappresentanze dei lavoratori davanti alla sede della Regione Lombardia.

Per la difesa e il rilancio del tessile

La Lombardia vara un’azione di rilancio del comparto tessile, abbigliamento e calzature, un settore in difficoltà ma per il quale organizzazioni sindacali (ad esclusione della Cgil che non ha voluto firmare il relativo documento), imprese e istituzioni intendono affrontare la sfida dei paesi emergenti. Gli obiettivi dell’iniziativa sono la promozione dell’innovazione tecnologica, la lotta alla contraffazione, la formazione e qualificazione delle risorse umane, l’individuazione di nuove risorse finanziarie.La Regione sta inoltre verificando con Finlombarda l’istituzione di un fondo speciale per il comparto Tessile. Il “Tavolo tessile” ha anche condiviso la proposta di studiare la possibilità di una fiscalità selettiva per le aziende: sgravi fiscali, per esempio dell’Irap, non generalizzati ma destinati alle imprese che aumentano gli investimenti, salvaguardano l’occupazione e promuovono accordi contrattuali per la produttività.

Tessile: ancora sconfitte per la CGIL

Dopo la vicenda Marzotto dove la Categoria dei Tessili della Cgil bresciana ha subito una pesante sconfitta, prima con i lavoratori che in stragrande maggioranza hanno condiviso le posizioni della Cisl e poi in Tribunale perdendo la causa intentata contro l’azienda, un altro episodio conferma come i lavoratori non siano più disposti ad accettare la linea dello scontro fine a se stessa sostenuta dalla Cgil.

“La vicenda che lo conferma – spiega Lorenzo Torri, Segretario generale della Femca Cisl – è quella della Niggeler e Kupfer, importante aziende tessile con quattro stabilimenti in provincia di Brescia con 649 addetti, leader europeo del cotone. Da tempo è aperta una vertenza aziendale per il rinnovo del contratto integrativo, vicenda molto complessa perché inserita in uno scenario generale molto precario. Dopo molte trattative si è arrivati a definire per lo scorso anno una soluzione transitoria sulla questione salariale, giudicata percorribile dalla dalla Femca Cisl ma fortemente avversata dalla Filtea Cgil che in questa azienda ha da sempre una presenza molto radicata e organizzata”.

Si è deciso così di sottoporre l’ipotesi di soluzione al giudizio dei lavoratori, un passaggio che la Cgil ha fortemente caricato di peso politico. Prima del voto si sono svolte assemblee in tutti gli stabilimenti, segnate purtroppo anche da pesanti episodi di intolleranza messi in atto dalla Cgil nei confronti dei sindacalisti della Cisl. Su 649 dipendenti , hanno votato in 528. Con 262 voti a favore e 260 contrari è passata la posizione sostenuta dalla Cisl; sei le schede nulle o bianche.

“Una vittoria sul filo di lana – conclude il sindacalista della Cisl – a testimonianza della forte tensione creata in azienda. Ma anche una vittoria estremamente importante perché ottenuta in una realtà che la Cgil riteneva di orientare facilmente. È l’ennesimo episodio che da un lato dimostra come la Cgil sia sempre più condizionata da una linea fortemente conflittuale della quale non riesce a liberarsene anche in situazioni oggettivamente gestibili, e dall’altro come i lavoratori non siano più disposti ad accettare il massimalismo di chi dice di fare i loro interessi ma nei fatti dimostra di perseguire una logica conflittuale incomprensibile”.

Tessile e chimico: 1.600 posti a rischio

Nella provincia di Brescia complessivamente 1.600 i posti di lavoro a rischio nel comparto tessile e chimico. Enzo Torri, Segretario generale della FEMCA Cisl, ha illustrato una ricerca condotta su quasi 200 aziende del settore, mettendo in evidenza come quella la crisi della Marzotto di Manerbio sia solo la punta dell’iceberg.

“Quel che oggi serve – ha spiegato – è un intervento dello Stato con defiscalizzazioni previdenziali alle imprese del settore oltre che ad una forte difesa del made in Italy”.

I sindacalisti della Cisl chiedono inoltre agli imprenditori del settore un di più di fantasia e di inventiva per far fronte al drammatico momento.

Documenti utili:

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