Infortuni, in Lombardia il 50% delle aziende è a rischio

Dopo i drammatici avvenimenti nel bresciano (la morte di un diciannovenne in un’officina a Rovato, le gravissime condizioni in cui versa l’operaio ustionato nell’acciaieria di Calvisano) e nel milanese (con il […]

Infortuni sul lavoro, sciopero e assemblee nelle aziende metalmeccaniche lombarde

Un’ora di sciopero in tutte le aziende metalmeccaniche della Lombardia, per riaffermare il diritto a lavorare in sicurezza e la necessità di una cultura della prevenzione. Lo hanno […]

Nel 2011 meno incidenti mortali nell’industria e nell’edilizia, ma crescono in agricoltura

Edilizia ferma, fabbriche vuote, cassa integrazione alle stelle entrano nel bilancio 2011 degli incidenti mortali sul lavoro redatto dall’INAIL. L’Istituto ha comunicato oggi che  lo scorso anno i morti sul lavoro sono stati 930, il 4,4% in meno rispetto al 2010. […]

Gli infortuni sul lavoro non dipendono dal caso. Reboni (Cisl): occorre unire le forze

Basta parlare di “fatalità”. La sicurezza sui luoghi di lavoro non dipende dal caso, “il destino ce lo creiamo noi, con le nostre scelte, tutte le nostre scelte. La cultura della prevenzione passa proprio da questo concetto: nulla va sottovalutato”. […]

Sicurezza sul lavoro: il Rapporto Inail 2010 registra importanti miglioramenti

“Per la prima volta dal dopoguerra la soglia dei morti sul lavoro è scesa sotto i mille casi l’anno”. Lo ha detto il presidente dell’Inail, Marco Fabio Sartori, in occasione della presentazione del Rapporto Annuale 2010 sull’attività dell’Istituto. “Dopo il calo record di infortuni del 2009, in parte dovuto agli effetti della difficile congiuntura economica, il 2010 ha registrato un’ulteriore contrazione di 15.000 denunce (per un totale di 775.000 complessive) a conferma del miglioramento ormai strutturale dell’andamento infortunistico in Italia”. Ci sono dunque segnali importanti nella battaglia per la sicurezza sul lavoro. Anche se i numeri dell’Inail non nascondono pieghe di una certa preoccupazione. Aumentano infatti gli episodi che riguardano le donne (con un +0,4% degli infortuni e un +9,7% dei decessi, 79 in totale), gli immigrati (con gli infortuni in crescita dello 0,8% fino a 120.135 casi), gli infortuni del personale domestico (+26,5%, per 4.931 denunce). Sono tanti, inoltre, gli infortuni «invisibili», legati all’economia sommersa, che in base agli ultimi dati Istat sul lavoro nero (2009), l’istituto stima in 165 mila casi.
Nel sito internet dell’Inail nazionale è disponibile uno Speciale con il dettaglio delle rilevazioni statistiche dell’Istituto suddivise per settori.
Le costruzioni sono sempre il settore più a rischio (con il 22% dei morti, 215 nel 2010), seguito dai trasporti, che per il primo anno superano l’agricoltura per numero di decessi (134 contro 115).
I miglioramenti più significativi riguardano la metallurgia (-37,7% delle morti, fino a 46) e il commercio (-26,3%, fino a 73). I cali di denunce più marcati sono nel Mezzogiorno (-3,2%), anche se è al Nord che si concentra il 60% degli infortuni (e il 52% dell’occupazione nazionale).

Operaio cade dall’impalcatura. E’ grave

Grave infortunio sul lavoro questa mattina in città, nella centralissima Piazza Vittoria. Poco prima di mezzogiorno un operaio bosniaco di 37 anni è caduto da un ponteggio montato per l’allestimento di un gazebo promozionale. Sul posto è intervenuto il 118 di Brescia che lo ha portato all’ospedale cittadino dove è stato ricoverato. Le condizioni dell’uomo, che abita in provincia di Piacenza, sono gravi.

L’episodio è accaduto poche ore prima della diffusione dei dati INAIL sugli infortuni sul lavoro nel 2010. Per la prima volta dal dopoguerra – spiega l’Istituto – gli incidenti mortali sono scesi sotto quota mille: 980 morti sul lavoro (-6,9% sul 2009). Alla soddisfazione per un dato che segna una forte discontinuità con il passato si unisce però la consapevolezza che c’è ancora molto lavoro da fare per ribadire l’impegno alla tolleranza zero in materia di salute e sicurezza nel lavoro. Gli infortuni sul lavoro in totale nel 2010 – si legge nel rapporto INAIL – sono stati 775.250 a fronte dei 790.112 del 2009. Nell’industria si registra un calo consistente (-6,1% a fronte di una diminuzione dell’occupazione del 2,9%).

Infortuni sul lavoro: un mese drammatico

In quest’ultimo mese gli infortuni sul lavoro nel bresciano sono stati addirittura cinque. Il problema è tornato sulle prime pagine dei giornali ed il Segretario della Cisl Paolo Reboni, che nella Segreteria di via Altipiano d’Asiago ha delega sui temi della sicurezza, è tornato a chiedere all’Azienda Sanitaria Locale di Brescia un impegno serio sul versante dei controlli e della prevenzione.

Leggi l’intervista pubblicata dal “Giornale di Brescia”.

Incidenti sul lavoro: meno morti, non in Lombardia

Gli infortuni mortali in Italia nel 2003 sono leggermente diminuiti, ma questo non è praticamente avvenuto in Lombardia, dove però sono diminuiti gli incidenti sul lavoro. Sono questi i dati principali diffusi oggi alla presentazione del Rapporto regionale 2003 Inail Lombardia. Se a livello nazionale infatti i morti sono passati dai 1.481 del 2002 ai 1.394 dell’anno scorso (il che comunque significa una media di 4 decessi al giorno), in Lombardia sono calati da 231 a 230, il dato quindi è pressoché invariato. In regione però sono calati gli altri infortuni più che nel resto del Paese: gli incidenti infatti a livello italiano sono diminuiti circa del 2%, mentre in regione sono scesi del 2,5% (del 5% in agricoltura) per un totale di 164.172 denunce. Alto è il numero degli incidenti in particolare fra gli extracomunitari e i lavoratori interinali, cioè fra chi ha meno informazioni sulla sicurezza. Fra i lavoratori stranieri in Lombardia il numero di chi si fa male non solo è in continua crescita (passato dai 15.926 del 2001 ai 22.553 dell’anno scorso) ma è anche più alta la percentuale. Se infatti in media si infortunano 44 lavoratori italiani su 1.000, fra gli stranieri la percentuale passa a 57 (soprattutto marocchini, albanesi e romeni), una percentuale che fra i lavoratori interinali sale a 77 su 1.000. “Il problema della sicurezza sul lavoro è acuto – ha detto il prefetto di Milano Bruno Ferrante – non ci devono consolare le tendenze al ribasso. C’è bisogno di nuove risorse per tutelare i lavoratori, soprattutto gli extracomunitari”. Anche perché, ha sottolineato il direttore generale vicario dell’Inail, Francesco Barela, sono più difficili da raggiungere, non solo per problemi di lingua ma perché cambiano spesso posto di lavoro. “Per questo l’istituto – ha proseguito il direttore regionale Paolo Vaccarella – ha già predisposto degli opuscoli informativi”. In tutto questo una nota positiva è la diminuzione degli incidenti mortali in itinere, quelli cioè che avvengono andando o tornando dal lavoro: anche se gli incidenti sono aumentati del 9%, è diminuito infatti del 10% il numero di quelli mortali (che sono passati da 70 a 63), merito anche della patente a punti. (Ansa)

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