Infortuni, in Lombardia il 50% delle aziende è a rischio

Dopo i drammatici avvenimenti nel bresciano (la morte di un diciannovenne in un’officina a Rovato, le gravissime condizioni in cui versa l’operaio ustionato nell’acciaieria di Calvisano) e nel milanese (con il […]

Infortuni sul lavoro, sciopero e assemblee nelle aziende metalmeccaniche lombarde

Un’ora di sciopero in tutte le aziende metalmeccaniche della Lombardia, per riaffermare il diritto a lavorare in sicurezza e la necessità di una cultura della prevenzione. Lo hanno […]

Strage di Maggio. Più morti nei campi agricoli che in autostrada

incidente-trattoreAncora una volta il mese di maggio si è rivelato un mese drammatico per gli incidenti con trattori agricoli: l’ASAP (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale) ne ha […]

Morti bianche. L’editoriale di Voce è per le vittime degli infortuni sul lavoro

voce01L’editoriale del numero di Voce del Popolo uscito oggi dalla tipografia è dedicato al dramma delle morti sul lavoro. A Brescia le ultime vittime […]

Agricoltore muore sul lavoro a Castelletto

Tragedia nella serata di ieri nella Bassa bresciana. Alla cascina La Palma a Castelletto di Leno, alle 21 è stato recuperato il corpo del titolare della cascina. Era caduto nella vasca che raccoglie i liquami. Il 40enne Pierluigi Mancini mancava da un paio d’ore. L’incidente sul lavoro potrebbe essere stato causato dalle esalazioni. L’uomo era solo mentre controllava i livelli. Indagini di carabinieri e Asl di Leno. (bresciaoggi.it)

Una rete solidale per i familiari delle vittime di incidenti sul lavoro

Si celebra oggi in Italia la 61° giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. A promuoverla è l’Anmil, Associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi del lavoro. Brescia arriva a questo appuntamento annuale con una significativa novità: la firma di un protocollo d’intesa per dare assistenza e aiuto ai familiari delle vittime di incidenti sul lavoro (video). […]

Cinque intossicati in acciaieria

Cinque operai ricoverati in Ospedale per intossicazione ed uno soccorso per trauma toracico. È il bilancio dell’incidente avvenuto ieri sera alle 22 nello stabilimento siderurgico Lucchini di Piombino (Livorno) dove si è verificata una violenta esplosione. Gli operai coinvolti non sarebbero comunque in gravi condizioni. Nessuno tra gli addetti coinvolti sembrerebbe in gravi condizioni. Lo scoppio – fanno sapere dall’azienda – sarebbe dovuto alla reazione di una paiola contenente acciaio liquido entrata a contatto con l’acqua, per motivi ancora da accertare.

I carabinieri hanno effettuato un primo sopralluogo nello stabilimento per stabilire le cause dell’incidente. (Ansa)

Il Gruppo Lucchini ed è uno dei maggiori produttori italiani di acciaio. Dal 2005 la maggioranza del Gruppo Lucchini è passata, attraverso un aumento di capitale, dalle mani della famiglia bresciana al gruppo russo SeverStal.

Scoppio in acciaieria. Carenze e inefficienze

Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil di Piombino (Livorno), hanno diffuso un comunicato stampa in cui prendono posizione dopo l’incidente di ieri notte nell’acciaieria Lucchini che ha causato il ferimento di sei operai.

Il caso ha voluto che fossero feriti non gravi – si legge nel comunicato – ma ciò che è successo poteva avere facilmente conseguenze più gravi. (…) Questo incidente dimostra carenze ed inefficienze nell’ organizzazione del lavoro ed una mancata osservanza delle norme di sicurezza in azienda. Come sindacato avevamo già denunciato un clima di eccessiva pressione nei confronti dei lavoratori, una carenza ed inefficienza dei mezzi non più sufficienti per far fronte all’aumento della produzione. Riteniamo importante l’aumento produttivo previsto in Acciaieria, ma contemporaneamente occorre aprire un confronto sull’organizzazione del lavoro, sui suoi ritmi, sulle necessarie pause nell’area a caldo, sull’entità delle manutenzioni e sulla formazione del personale.”

Infortuni sul lavoro: un mese drammatico

In quest’ultimo mese gli infortuni sul lavoro nel bresciano sono stati addirittura cinque. Il problema è tornato sulle prime pagine dei giornali ed il Segretario della Cisl Paolo Reboni, che nella Segreteria di via Altipiano d’Asiago ha delega sui temi della sicurezza, è tornato a chiedere all’Azienda Sanitaria Locale di Brescia un impegno serio sul versante dei controlli e della prevenzione.

Leggi l’intervista pubblicata dal “Giornale di Brescia”.

Incidenti sul lavoro: meno morti, non in Lombardia

Gli infortuni mortali in Italia nel 2003 sono leggermente diminuiti, ma questo non è praticamente avvenuto in Lombardia, dove però sono diminuiti gli incidenti sul lavoro. Sono questi i dati principali diffusi oggi alla presentazione del Rapporto regionale 2003 Inail Lombardia. Se a livello nazionale infatti i morti sono passati dai 1.481 del 2002 ai 1.394 dell’anno scorso (il che comunque significa una media di 4 decessi al giorno), in Lombardia sono calati da 231 a 230, il dato quindi è pressoché invariato. In regione però sono calati gli altri infortuni più che nel resto del Paese: gli incidenti infatti a livello italiano sono diminuiti circa del 2%, mentre in regione sono scesi del 2,5% (del 5% in agricoltura) per un totale di 164.172 denunce. Alto è il numero degli incidenti in particolare fra gli extracomunitari e i lavoratori interinali, cioè fra chi ha meno informazioni sulla sicurezza. Fra i lavoratori stranieri in Lombardia il numero di chi si fa male non solo è in continua crescita (passato dai 15.926 del 2001 ai 22.553 dell’anno scorso) ma è anche più alta la percentuale. Se infatti in media si infortunano 44 lavoratori italiani su 1.000, fra gli stranieri la percentuale passa a 57 (soprattutto marocchini, albanesi e romeni), una percentuale che fra i lavoratori interinali sale a 77 su 1.000. “Il problema della sicurezza sul lavoro è acuto – ha detto il prefetto di Milano Bruno Ferrante – non ci devono consolare le tendenze al ribasso. C’è bisogno di nuove risorse per tutelare i lavoratori, soprattutto gli extracomunitari”. Anche perché, ha sottolineato il direttore generale vicario dell’Inail, Francesco Barela, sono più difficili da raggiungere, non solo per problemi di lingua ma perché cambiano spesso posto di lavoro. “Per questo l’istituto – ha proseguito il direttore regionale Paolo Vaccarella – ha già predisposto degli opuscoli informativi”. In tutto questo una nota positiva è la diminuzione degli incidenti mortali in itinere, quelli cioè che avvengono andando o tornando dal lavoro: anche se gli incidenti sono aumentati del 9%, è diminuito infatti del 10% il numero di quelli mortali (che sono passati da 70 a 63), merito anche della patente a punti. (Ansa)

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