Nella fabbrica di carta di Giuseppe Lupo

dal volume di Gigi Bellometti 'Cattedrali del lavoro'Il Giornale di Brescia ha pubblicato ieri un breve racconto di Giuseppe Lupo intitolato Partita a carte con il telaio. Ne sono protagonisti “due amici che ogni pomeriggio tornano nella fabbrica, ora abbandonata, dove […]

Cisl della Lombardia oggi a Milano. Uscire dalla crisi. Vogliamo farcela! – DIRETTA

ore 12,30 – Piazza della Scala va lentamente svuotandosi. I quattrocento bresciani presenti alla manifestazione stanno raggiungendo i pullman per fare rientro a Brescia, Vobarno-Gavardo, Gardone Val Trompia, Pontevico-Manerbio, Rovato.

La convinzione diffusa è quella di avere contribuito a lanciare un segnale per innescare una reazione nuova rispetto alla crisi. La presenza alla manifestazione di esponenti dell’associazionismo, della poltica, dell’economia e dell’impresa fa sperare che questo sia l’ìnizio di una alleanza sociale che non è più disposta nè a tollerare i ritardi e le liturgie della poltica, nè la protesta per la protesta. E’ una sfida più alta quella lanciata questa mattina dalle Cisl della Lombardia, che sollecita glli attori sociali a dare il meglio di sè per portare il Paese fuori dalla crisi. La battaglia per l’equità e lo sviluppo riparte da Piazza della Scala, perchè la Lombardia e il Paese hanno bisogno di un’altra musica!

ore 11,45 Ecco la sintesi della manifestazione nel lancio dell’Agenzia ANSA
(ANSA) – MILANO, 1 OTT – Oltre cinquemila lavoratori e pensionati, arrivati da tutta la Lombardia, hanno manifestato questa mattina in Piazza Scala a Milano, per chiedere interventi a favore dello sviluppo, il rilancio dell’occupazione giovanile,la difesa del sistema di welfare familiare, il taglio dei costi della politica e uno sforzo comune per superare le difficoltà. L’iniziativa è stata promossa da Cisl, Acli e Libera della Lombardia. In piazza anche rappresentanti del sociale e degli enti locali.
Dal palco di fronte a Palazzo Marino – spiega la Cisl – sono intervenuti il referente di Libera Lombardia, Lorenzo Frigerio, che ha sottolineato la necessità di rilanciare la battaglia per la legalità come fattore di sviluppo. Il presidente della Acli lombarde, Giambattista Armelloni, ha affermato che è giunto il tempo “nel quale tutti prendano la propria parte di responsabilità, per dare una risposta ai problemi sociali, economici e politici, del nostro Paese, della nostra regione e delle nostre comunità”. A conclusione della manifestazione, il leader della Cisl lombarda, Gigi Petteni, ha lanciato l’appello affinché si arrivi “al cambio dell’allenatore”.
“Il Paese deve cambiare, ma anche la Lombardia non segna più – ha detto -. Il centravanti non fa goal. La Lombardia deve smettere di specchiarsi e di guardarsi al replay. Deve darsi una scossa e noi siamo qui a chiederla”. (ANSA).

ore 11 Ringraziando i Sindaci che hanno accolto l’invito della Cisl Lombardia a manifestre anche in questa occasione il loro dissenso verso i provvedimenti del Governo, Petteni non ha mancato di stigmatizzare il “commissariamento” degli enti locali a guida leghista imposto da Bossi. “Fontana, torna a parlare, torna a parlare!” ha gridato Petteni dal palco della manifestazione riferendosi all’improvviso silenzio del sindaco leghista di Varese che era stato in prima fila a difendere gli Enti locali dai tagli indiscriminati del Governo ma che la Lega ha reso improvvisamente afono per non disturbare il manovratore. “Sindaci – ha aggiunto Petteni – denunciate gli efetti della manovra, dite ai cittadini perchè sarete costretti a cancellare servizi per gli anziani, per le famiglie, per i bisogniosi!”. 

ore 10,50  Denunciando le distrazioni e le lentezze della Regione Lombardia in questa fase delicatissima della crisi, fase che richiederebbe invece grande inziativa e capacità di dialogo sociale, Petteni ha nuovamente puntato il dito contro gli sprechi di denaro pubblico e contro i costi della politica del Pirellone.

“La devono smettere di dirci che la Lombardia ha meno dipendenti della Sicilia e che fa tutto di più e meglio, perchè se poi quelli che non risultano assunti stanno comunque in Regione come consulenti del Presidente, dell’Assessore o della struttura tal dei tali, allora io dico che non che non ce ne importa niente delle presunte virtù della Lombardia”. 

ore 10,40 Viva Napolitano! Viva Napolitano! E’ cominciato così l’intervento del Segretario generale della Cisl Lombardia Gigi Petteni riferendosi alle parole del Presidente della Repubblica che ha definito grottesche le idee di separatismo cavalcate dalla Lega.  “Abbiamo manifestato nelle scorse settimane davanti ai Ministeri fantasma di Monza – ha detto Petteni – proprio per dire l’irresponsabilità di un Governo che pensa di risolvere la crisi decentrando quattro scrivanie, che consente queste pagliacciate mentre i lavoratori, i pensionati, le famiglie sono alle prese con mille difficoltà”.

ore 10,25  – Lorenzo Frigerio per l’associzione Libera contro le mafie e Gianbattista Armelloni presidente regionale delle Acli sono i primi ad intervenire dal palco allestito a ridosso di Palazzo Marino. Per Frigerio la battaglia contro le mafie e l’illegalità è una battaglia per la la crescita e lo sviluppo. Non bisogna chiudere gli occhi sulla rete malavitosa che stende la sua rete anche sulla Lombardia, ma lavorare insieme per estirpare un sistema che è una zavorra insopportabile per la società e l’economia.
Migliorare la qualità del nostro impegno –  ha detto Armelloni in un breve intervento in cui ha messo l’accento sugli effetti pesanti della manovra economica sui lavoratori, sui pensionati e sulle famiglie – è la responsabilità che tocca tutti quelli che hanno davvero a cuore il futuro del Paese

10,15 – E’ una Piazza della Scala piena di gente, di striscioni e di bandiere della Cisl quella che sorprende questa mattina Milano. La manifestazione della Cisl regionale per fare proposte e per una nuova assunzione di responsabilità per uscire dalla crisi è cominciata con il lungo elenco di iniziative messe in atto dalla Cisl per contrastare l’inerzia e il pressapochismo della politica rispetto alla crisi.

 

 

 

 

ore 9,10Quattrocento (probabilmente di più calcolando oltre a coloro che viaggiano sui sette pullman partiti questa mattina da Brescia e provincia anche i tanti che si sono mossi con mezzi propri) i bresciani che stanno raggiungendo Milano per la manifestazione regionale della Cisl. Complessivamente sono attesi in Piazza della Scala oltre tremila manifestanti.

ore 8 – Sono sette i pullman organizzati dalla Cisl bresciana che stanno partendo da Brescia, Pontevico-Manerbio, Rovato, Gardone Val Trompia, Vobarno-Gavardo. L’arrivo a Milano è previsto per le 9,30 in Corso Venezia. Qui si formerà un corteo che raggiungerà Piazza della Scala dove alle 10 avrà inizio la manifestazione promossa dalla Cisl Lombardia con lo slogan Vogliamo farcela! Fuori dalla crisi con equità e sviluppo. Hanno aderito alla manifestazione anche le Acli della Lombardia e l’associaizone Libera.

Innovare per non soccombere

Non bastano i sei pullman previsti inizialmente per portare i bresciani alla manifestazione che la Cisl terrà domani mattina a Milano. In queste ultime ore se n’è già riempito un altro e numerose sono le segnalazioni di coloro che raggiungeranno Milano con mezzi propri. “Vogliamo farcela!” dice lo slogan della manifestazione alla quale hanno aderito anche le Acli della Lombardia e l’associazione Libera.

Sui contenuti dell’iniziativa torna questa mattina il Segretario generale della Cisl bresciana Enzo Torri in una intervista pubblicata da Bresciaoggi (che riportiamo di seguito) con questo titolo: Innovare per non soccombere. […]

Giornale di Brescia e Bresciaoggi sulla manifestazione di sabato a Milano

I quotidiani locali danno conto della mobilitazione della Cisl bresciana – illustrata dalla Segreteria in una conferenza stampa – in vista della manifestazione regionale che si terrà a Milano sabato mattina nella centralissima Piazza della Scala. Sull’iniziativa è stato anche messo in onda un servizio anche nei Telegiornale di Teletutto e di Brescia Punto Tv di ieri sera.

FUORI DALLA CRISI CON EQUITA’ E SVILUPPO Giornale di Brescia 29.9.11

LA CISL IN PIAZZA Bresciasoggi 29.9.2011

Una pagina sul Corriere della Sera per la manifestazione di sabato 1 ottobre

Sul Corriere della Sera di oggi la Cisl torna a promuovere (con il linguaggio della pubblicità) la manifestazone di sabatio 1 ottobre in Piazza della Scala a Milano. La Regione è distratta – dice lo slogan – il Governo è confuso ma il Paese ha bisogno di risposte.

la pagina sul Corriere della Sera

La Cisl bresciana sabato a Milano. Vogliamo farcela! Uscire dalla crisi si può

Per uscire dalla crisi occorre una alleanza tra le parti più vitali della società, dell’economia, della cultura. E bisogna che avvenga in fretta, facendo emergere la volontà di farcela, che non ci si rassegna al vuoto di governo e al vuoto della politica. Enzo Torri, Segretario generale della Cisl di Brescia, ha presentato così la manifestazione regionale della Cisl che sabato mattina avrà luogo in Piazza della Scala a Milano. […]

Vogliamo farcela! Dalla crisi si esce solo con l’equità e lo sviluppo. L’appello della Cisl

Più delle politiche pubbliche, delle politiche nazionali, l’azione responsabile e congiunta delle forze economiche e sociali può generare i risultati necessari nel campo dell’economia, della crescita e del benessere sociale, a dare un futuro concreto e stabile alla Lombardia.

Sta in queste righe il senso della manifestazione regionale che la Cisl Lombardia ha convocato a Milano, nella centralissima Piazza della Scala, per sabato 1 ottobre 2011. La manovra economica approvata dal Parlamento non contiene misure a sostegno della crescita e tanto meno una strategia e un indirizzo per una nuova fase di sviluppo. La Cisl non si rassegna a questo vuoto incapace e colpevole e propone a tutti gli attori sociali di rimboccarsi le maniche e portare la Lombardia e il Paese fuori dalle secche in cui si trova.

Vogliamo farcela! è lo slogan della manifestazione – che è contemporaneamente appello e sfida al mondo dell’economia, dell’impresa, dell’associazionismo e della cultura – che ha un preciso obiettivo: fuori dalla crisi, con equità e sviluppo.

LE MOTIVAZIONI DELLA MANIFESTAZIONE
L’IMMAGINE SIMBOLO DELL’INIZIATIVA

Vuoi partecipare? La Cisl di Brescia organizza 6 pullman che partiranno da vari punti della città e della provincia. Per informazioni chiama 030 3844502 – 030 3844503. Oppure scrivi a ust.brescia@cisl.it

 

28.9 “Vogliamo farcela”. Anche le Acli e Libera Lombardia in piazza sabato 1° ottobre
Appuntamento alle 10 in Piazza della Scala a Milano

27.9 Petteni. L’eccellenza lombarda non esiste più. Subito nuove politiche industriali

26. 9 Manifestazione 1° ottobre, la pubblicità
La pagina realizzata per la mobilitazione “Vogliamo farcela. Fuori dalla crisi con equità e sviluppo”

23.9 La Cisl regionale invita tutti i Comuni a scendere in piazza il 1° ottobre 
La voce dei Comuni, insieme a quella del sindacato, per chiamare tutti a una comune azione responsabile

22.9 Petteni: costi della politica, evasione fiscale e illegalità bloccano lo sviluppo
“Una grande alleanza del mondo del lavoro e del sociale per far sentire la voce delle forze vive della Lombardia”

Se non ce la fa Brescia, chi ce la può fare? La Cisl su crisi e lavoro: reagire alla difficoltà

Se non ce la fa Brescia, chi ce la può fare? Intervistato dal Giornale di Brescia su crisi e lavoro, Enzo Torri, Segretario generale della Cisl bresciana, guarda all’autunno con qualche fondata preoccupazione ma anche con la certezza che sono realtà di impresa e di lavoro come la nostra che devono fare da locomotiva per la ripresa del sistema economico, produttivo e occupazionale.

Le Borse crollano, le grandi aziende annunciano in tutto il mondo tagli del personale, i dati macroeconomici sono poco confortanti. – scrive oggi Guido Lombardi sul Giornale di Brescia introducendo il colloquio con Enzo Torri – E, anche a Brescia la situazione non è positiva e l’autunno potrebbe rivelarsi molto complicato sul fronte occupazionale.

Segretario, quali segnali avete per i prossimi mesi?
I dati generali parlano chiaro e dicono che avevamo ragione quando, davanti a timidi segnali di ripresa, predicavamo prudenza: l’economia resta in grave difficoltà. Certo, alcuni settori avevano perso il 30 o il 40%, e quindi oggi sembrano recuperare, ma siamo molto lontani dal 2008. La crisi non è superata e, anche a Brescia, si profila una situazione critica al termine di lunghi periodi di cassa integrazione.

Alcuni settori produttivi bresciani sono arrivati al capolinea?
La situazione è sotto gli occhi di tutti: ci sono aree industriali e manifatturiere che non hanno prospettive. Occorre una spinta verso nuovi prodotti e nuovi mercati. Tuttavia, non possiamo pensare che il problema del lavoro riguardi solo i settori più esposti alla concorrenza globale.

Cosa intende dire?
Prendiamo il caso della Fiat. Era necessario, e come Cisl lo abbiamo sostenuto, raggiungere accordi che consentissero di aprire alla flessibilità e all’incremento della produttività. Ma ormai non è possibile ragionare per compartimenti stagni: tutto il sistema si deve aggiornare, compresi i servizi e il pubblico impiego. Il problema riguarda anche i lavoratori autonomi e il settore del commercio. Occorre ragionare con categorie nuove.

A chi è rivolto il suo appello?
A tutti gli attori del sistema economico e sociale. Ciascuno è chiamato a fare la propria parte e deve essere coinvolto per intercettare la crescita là dove può essere trovata.

Come si declina questo programma sul territorio bresciano?
Le rivolgo io una domanda: se non ce la fa Brescia, chi ce la può fare? Abbiamo le capacità e la struttura per reagire alle difficoltà. Brescia può e deve superare la crisi, ma da questo periodo complicato possiamo uscire solo insieme. Il sindacato deve trattare, ma aperto alla flessibilità, le industrie possono chiedere più produttività ma devono essere pronte a investire, e tutti devono scommettere sulla formazione.

Per lavorare insieme, occorre però individuare un progetto comune. Mentre lo stesso sindacato appare diviso.
In questa fase di emergenza, davanti alla possibilità di una seria crisi occupazionale, dobbiamo superare le diffidenze, valutare le proposte di ciascuno e individuare concrete linee di azione. E la politica, naturalmente, potrebbe avere un ruolo importante a livello di coordinamento.

A Brescia ci si sta muovendo in questa direzione o siamo ancora lontani?
I tre sindacati confederali hanno avviato con l’Associazione industriale bresciana un dialogo che considero particolarmente proficuo. Questa discussione, infatti, può essere utile per favorire relazioni industriali avanzate e individuare insieme soluzioni per le situazioni critiche. La discussione generale è il presupposto per avviare confronti concreti sui luoghi di lavoro: da sempre, infatti, la Cisl ritiene fondamentale la contrattazione aziendale o di secondo livello. Sia a livello provinciale, sia nei singoli luoghi di lavoro, abbiamo tutte le carte per giocare la partita e tentare di vincerla.

Quando gli immigrati fanno impresa

Sono Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto e Lazio le regioni in cui si registra la presenza maggiore in termini assoluti di imprese immigrate: in queste cinque regioni si concentra infatti il 57% di tutte le imprese con titolare non europeo.

È quanto rivela una ricerca Unioncamere che, alla fine di giugno, ha registrato la presenza in Italia di 234.175 imprese individuali con titolare immigrato da Paesi non Ue (+84,3% rispetto a giugno del 2003), corrispondenti in valore assoluto ad una crescita dell’imprenditoria immigrata di 107.111 unità in cinque anni.

La Cina è ai vertici nella gara tra gli imprenditori immigrati che operano in Italia per numero di settori presidiati: sono loro, infatti a primeggiare in 6 su 20 dei principali settori economici in cui, nel nostro Paese, risultano operanti imprenditori immigrati.

In questa rincorsa ad aprire un’attività nel nostro Paese, gli eredi del celeste impero hanno dato ottima prova della loro capacità di penetrazione sia settoriale che territoriale: presenti in tutte le 104 province italiane con 31.355 attività (dalle 3.329 di Prato alle sole 5 di Rieti), i cinesi sono leader nel commercio all’ingrosso, nei ristoranti, nella confezione di vestiario, nell’industria tessile, nella fabbricazione di gioielli e bigiotteria e nella lavorazione del cuoio.

Al secondo posto dell’ideale medagliere tra imprese c’è il Marocco (primatista in 5 settori) che però, con poco più di 40mila piccole imprese, può vantare la comunità d’affari straniera in assoluto più numerosa attiva nel nostro Paese, anch’essa distribuita in tutte le province (da Torino, dove hanno sede 3.142 attività, fino alla piccola Enna, dove operano in 10). Le specialità imprenditoriali in cui primeggiano i marocchini vanno dal commercio al dettaglio ai trasporti, dai servizi alla persona a quelli postali e di telecomunicazione, alla fabbricazione di prodotti in metallo.

La sorpresa è la Serbia, con 3 primi posti. Nonostante possano contare solo su 8.034 attività (settimi nella classifica assoluta per numero di imprese), gli imprenditori originari dello Stato della ex-Jugoslavia sono i più numerosi tra i riparatori di auto e moto, nelle attività a supporto dell’intermediazione finanziaria e nello sport e cultura.

La ricerca – spiega Unioncamere – conferma come l’imprenditoria immigrata sia un fenomeno di crescente rilievo nella trasformazione del tessuto imprenditoriale del Paese, soprattutto  alla luce della storica tendenza alla contrazione del numero delle piccole imprese individuali, di cui a fine giugno scorso rappresentavano il 6,8%. Dal 2003, infatti, il saldo di questa che è la forma giuridica più semplice (spesso l’altra faccia della ricerca di un lavoro che si trasforma in autoimpiego), è diminuito di 11.727 unità: se dal conteggio si escludono le imprese aperte nello stesso periodo da immigrati, il bilancio però sarebbe stato negativo per quasi 120mila imprese.

Osservando la distribuzione settoriale, emerge poi la concentrazione di queste imprese in settori tradizionali generalmente a basso o bassissimo costo di ingresso nel mercato e in cui si concentrano mestieri che molti italiani tendono ormai a scartare tra quelli desiderabili.

CISL BRESCIA: Uffici aperti. Accessi in sicurezza regolati su prenotazione allo 030 3844 511