CNEL, 909 contratti registrati. 199 quelli in scadenza

I contratti collettivi nazionali di lavoro, depositati nell’Archivio Nazionale dei Contratti del CNEL alla data del 31 ottobre 2019, sono 909 (a marzo 2019 erano 888). Quelli in scadenza sono 199: 73 entro al 31 dicembre 2019 e altri 126 entro il 2020; questi ultimi […]

Mezzo milione di lavoratori senza lavoro

Mezzo milione di posti di lavoro a rischio nel 2009 per effetto della crisi. È la prospettiva contenuta nel Rapporto sul mercato del lavoro del Cnel, riferita all’ipotesi peggiore per i prossimi mesi, quando “la disoccupazione continuerà ad aumentare e il ricorso agli ammortizzatori sociali sarà ancora significativo”. In particolare, il rapporto messo a punto dalla commissione dell’informazione, indica la stima che nell’anno possa esserci una perdita di posti di lavoro tra le 350mila e le 540mila unità se misurati in forze di lavoro e tra le 620mila e le 820mila in termini di Ula (Unità lavorative annue). Quanto ai disoccupati, potrebbero aumentare in una forchetta che oscilla tra le 270mila e 460mila unità. (Ansa)

Documenti utili:

Rapporto CNEL sul mercato del lavoro

In Italia il tasso di disoccupazione risulta in forte calo, pari al 50% rispetto ai massimi degli anni Novanta; gli “occupati temporanei involontari” sono però 2,3 milioni e 1,1 milioni i disoccupati di lunga o lunghissima durata; la popolazione in età da lavoro diminuisce e invecchia per la bassa natalità; la platea in cerca di impiego cresce con le regolarizzazioni degli stranieri. È quanto emerge dal Rapporto Cnel sul mercato del lavoro 2007, presentato da Carlo Dell’Aringa, professore di Economia politica all’Università Cattolica di Milano. Nel corso degli ultimi anni, si legge nella ricerca, “la debole crescita dell’offerta di lavoro si è confrontata con una domanda vivace, generando un deciso abbattimento della disoccupazione”. L’aumento della domanda non è stato uniforme: maggiore nei servizi privati e nell’edilizia, ancora in discesa nel settore pubblico, con le grandi imprese a incidere più delle piccole e medie imprese. Resta intatto il dislivello territoriale, dato che la crescita si concentra al Nord e investe soprattutto l’occupazione femminile, sollevandola dai livelli bassi di partenza. Aumenta il part-time e diminuiscono i contratti a termine, che hanno una durata media superiore a 12 mesi. Questa tipologia, in particolare, “è largamente un fatto involontario, in quanto la stragrande maggioranza preferirebbe un tempo indeterminato”. Ogni anno viene stabilizzato un lavoratore su quattro, mentre il 4% passa all’occupazione autonoma. Gli straordinari sono molto utilizzati dalle imprese, ma con “sostanziale disomogeneità”: il 69% riguarda gli uomini contro il 31% delle donne. Sulla congiuntura economica complessiva, il Cnel sottolinea il rischio di un ulteriore peggioramento e spiega che “il Pil crescerà solo di qualche decimo di punto percentuale nel 2008”. Anche l’occupazione “non aumenterà ai ritmi del passato”, come segnalano i recenti ricorsi alla cig, e per rafforzarla bisogna sostenere l’occupazione femminile, la diffusione del part-time e la qualità dei servizi. “I risultati in termini di sviluppo restano modesti”, afferma Dell’Aringa, e il sistema economico del Paese “ha difficoltà a espandersi e a difendere la propria posizione competitiva”. (www.ildiarodellavoro.it)