Il lato oscuro del lavoro. Uno studio Censis e Confcooperative sul lavoro irregolare

Tra il 2012 e il 2015 “l’occupazione regolare è scesa del 2,1%, mentre quella irregolare è salita del 6,3%, portando a oltre 3,3 milioni i lavoratori che vivono in un cono d’ombra non monitorato”. E’ il dato davvero allarmante che emerge da uno studio di Censis e Confcooperative intitolato: “Negato, irregolare, sommerso: il lato oscuro del lavoro”. Nel periodo preso in considerazione, “mentre nell’economia regolare venivano cancellati […]

Il capitolo “Lavoro, professionalità, rappresentanze” del 49° Rapporto Censis

censisIl 49° Rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese/2015 parla di un’Italia in letargo esistenziale collettivo. Una sorta di “limbo” – ha detto il presidente del Censis Giuseppe De […]

La crisi italiana fotografata dal CENSIS: il cinismo uccide il futuro

CENSIS 48° RapportoIndifferente ai sentimenti e alla morale comune, privo di sensibilità. E’ la definizione della parola “cinico”, aggettivo che il CENSIS adopera nel Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2014: italiani sempre più soli, impauriti, vulnerabili, ma anche cinici. Una fotografia impietosa quella scattata dall’istituto di […]

Badanti, è boom

Boom di badanti nelle case degli italiani: il loro numero è ormai arrivato ad un milione e 655 mila, facendo registrare un aumento del 53% in dieci anni. Sono prevalentemente stranieri (77,3%) e donne (82,4%), tra i 36 e 50 anni (56,8%). È quanto emerge da una ricerca realizzata da Censis e Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità) per il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, in occasione del convegno “Servizi alla persona e occupazione del welfare che cambia”. […]

Il Governo Monti e il ruolo delle rappresentanze sociali

Conto alla rovescia sulle misure anti-crisi messe a punto dal nuovo Governo. Oggi il Presidente del Consiglio incontrerà i leader dei partiti; domani mattina vedrà le parti sociali e i Presidenti di Regione. Lunedì mattina il Consiglio dei Ministri approverà il Decreto e subito dopo Mario Monti lo illustrerà in Parlamento. Tempi strettissimi che sembrano impedire ogni possibilità di confronto e di trattativa. Le organizzazioni sindacali manifestano preoccupazione e dubbi sul metodo scelto dal Governo per il varo di provvedimenti che avrebbero avuto bisogno di un confronto vero. […]

Le morti sul lavoro il doppio degli assassinati

L’Italia è di gran lunga il Paese europeo dove si muore di più sul lavoro, quasi il doppio della Francia, il 30% in più rispetto a Germania e Spagna. Si muore di più sul lavoro o sulle strade che non ammazzati da un colpo di pistola o da una coltellata. Le vittime sul lavoro sono quasi il doppio degli assassinati e i decessi sulle strade otto volte più degli omicidi. A lanciare l’allarme è il Censis, Centro studi investimenti sociali. “Tuttavia, gran parte dell’attenzione pubblica si concentra sui fenomeni di criminalità”. Se negli ultimi 11 anni, gli omicidi sono diminuiti di un terzo (da 1.042 casi nel 1995, a 663 nel 2006), nei cantieri e sui posti di lavoro l’anno scorso sono morti 1.170 operai di cui quasi la metà in infortuni “stradali”, nel tragitto casa-lavoro o travolti mentre lavoravano in strada. Se si escludono i cosiddetti infortuni “in itinere” o comunque avvenuti in strada, non rilevati in modo omogeneo da tutti i Paesi europei, si contano 918 casi in Italia, 678 in Germania, 662 in Spagna, 593 in Francia (in questo caso il confronto è riferito al 2005). Confrontando degli omicidi con i morti per incidenti stradali, il Censis ha calcolato che i decessi in auto sono otto volte gli omicidi. Nel 2006, in Italia i decessi sulle strade sono stati 5.669, più che in Paesi anche più popolosi del nostro: Regno Unito (3.297), Francia (4.709) e Germania (5.091). Tuttavia, “gran parte dell’impegno politico degli ultimi mesi è stato assorbito dall’obiettivo di garantire la sicurezza dei cittadini”, ha detto Giuseppe Roma, direttore generale del Censis. “Risalta in maniera evidente – ha proseguito il direttore – la sfasatura tra pericoli reali e interventi concreti per fronteggiarli. Il luogo di lavoro e la strada mancano ancora di presidi efficaci per garantire la piena sicurezza dei cittadini, e spesso si pensa che perdere la vita in un incidente stradale sia una fatalità. I dati degli altri Paesi europei dimostrano che non è così”. (www.corriere.it)