No al caporalato, premi alle aziende della Rete Lavoro Agricolo di Qualità

Istituire forme di premialità per le aziende che si iscrivono alla Rete del lavoro agricolo di qualità. Promuovere la costituzione di “Cabine di regia territoriali”, per […]

Al lavoro per 5 € all’ora! La vergogna del lavoro irregolare nel bresciano

“Pagati la metà di quanto dovuto, non solo, anche sorvegliati da telecamere che vigilavano sul loro comportamento”. Il quotidiano Bresciaoggi dedica l’apertura di prima […]

Lotta al caporalato, bene la legge ma occorre fare di più

C’è il Sud, ma c’è anche tanto Centro-Nord nella geografia dello sfruttamento del lavoro in agricoltura”.

Lo scrive il segretario nazionale della […]

Caporalato, la Camera ha approvato il decreto legge contro lo sfruttamento del lavoro

caporalatoLa Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il decreto legge per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento del lavoro in agricoltura.

Con il via libera alla legge vengono […]

Anche Brescia alla manifestazione nazionale contro il caporalato

daniele cavalleri (fai cisl brescia) primo a sx nella fotoQuesta mattina a Bari braccianti ed operai agricoli provenienti da ogni parte d’Italia sono scesi in piazza contro il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento del lavoro nel settore agricolo, oltre che per il […]

14 maggio, a Brescia la Carovana antimafie

carovana antimafie 2013La Carovana internazionale antimafie farà tappa a Brescia il 14 maggio. Promossa da Libera in collaborazione con diverse realtà associative tra le quali Cgil Cisl Uil, la Carovana intende denunciare caporalato, racket, gioco d’azzardo e lavoro nero. “In Lombardia – è stato detto ieri nel corso di […]

Carovana antimafie 2013. Dal 10 al 16 maggio sarà in Lombardia

il logo di carovona antimafieÈ partita da Tunisi, Paese che ha dato l’avvio alle manifestazioni delle cosiddette “primavere arabe” e sede del Forum Sociale Mondiale 2013, la sedicesima edizione della Carovana internazionale antimafie [guarda la locandina], evento promosso da Arci, Libera e Avviso Pubblico in collaborazione con Cgil, Cisl, Uil e La Ligue de L’Enseignement. […]

Indagini al via ma il Consorzio ha già deciso: in Franciacorta non esiste caporalato!

Sono sicuro che il caporalato in Franciacorta non esiste. Ci può essere qualche caso, qualche furfante isolato che deve andare in galera. Per questo, dopo la segnalazione della Cisl, ho sporto subito denuncia alla Direzione provinciale del lavoro. È interesse di tutti che non venga infangata un’immagine costruita in decenni, con tanto lavoro e investimenti per milioni”. Così Maurizio Zanella, presidente del Consorzio del Franciacorta, commenta questa mattina su Bresciaoggi la notizia dei controlli avviati dai Carabinieri di Chiari per verificare la regolarità dei rapporti di lavoro applicati ai vendemmiatori.

Ben diverso il tono e il contenuto del commento di Daniele Cavalleri, Segretario generale della Fai Cisl che ha reso pubbliche le preoccupazioni del sindacato su forme di caporalato a danno di lavoratori rumeni e polacchi impegnati nella raccolta delle uve: «Diamo atto alle forze dell’ordine intervenute tempestivamente con i controlli. Restiamo in attesa del riscontro finale delle indagini: quando verrà verificata la regolarità dei compensi e dei trattamenti da parte delle cooperative sulle quali i controlli proseguono potremo dire che il caporalato non esiste. Il fenomeno secondo noi sta crescendo e va bloccato, a tutela dei lavoratori e delle imprese oneste”. […]

Controlli dei Carabinieri sulla regolarità dei contratti di lavoro per la vendemmia

I Carabinieri del Comando compagnia di Chiari, assieme a personale specializzato dei Nas (Nuclei antisofisticazioni e sanità) e dei Nil (Nucleo di integrazione lavorativa) di Brescia, hanno svolto tra lunedì e martedì controlli a campione in cinque aziende vitivinicole della Franciacorta verificando la regolarità dei rapporti di lavoro applicati a 110 operai addetti in questi giorni alla vendemmia. Lo ha reso noto lo stesso Comando di Chiari in un comunicato trasmesso oggi agli organi di informazione bresciani. Una iniziativa che fa seguito alle preoccupazioni espresse dalla Fai Cisl sullo svilupparsi di forme di caporalato in Franciacorta, mascherate da attività di cooperative che propongono alle aziende lavoratori rumeni e polacchi chiedendo corrispettivi economici inferiori a quelli previsti dal contratto per i vendemmiatori.
I Carabinieri – si legge nel comunicato – “hanno acquisito tutta la documentazione attestante i rapporti lavorativi che sarà posta al vaglio dell’ispettorato per gli accertamenti circa eventuali irregolarità. Inoltre, sono in corso opportune verifiche sulle cooperative” di intermediazione di manodopera “per delineare compiutamente le modalità di reclutamento dei lavoratori e il loro trattamento contrattuale. Nella circostanza si è censita la presenza, quasi esclusiva, di lavoratori indiani, rumeni e polacchi assunti da cooperative con sede in Italia. Ilavoratori dell’est Europa, inoltre, arrivano nel nostro paese e permangono solo per il tempo utile alla raccolta per far poi rientro nei paesi d’origine”.
“Le verifiche – conclude il comunicato dei Carabinieri – sono state finalizzate al monitoraggio e alla prevenzione di eventuali reati legati al lavoro sommerso e al fenomeno del caporalato”.

Nella sezione video del sito è possibile rivedere il servizio messo realizzato da Teletutto sull’avio delle indagini dei Carabinieri e i servizi del TG1 e del TGR Lombardia realizzati dopo la denuncia della Fai Cisl di Brescia

La Rai in Franciacorta dopo la denuncia della Cisl sulla minaccia del caporalato

Ieri sera nell’edizione delle 19,30 del Telegiornale della Lombardia in onda su Rai3 è stato proposto un servizio realizzato nelle colline di Franciacorta dove è in corso la vendemmia. A muovere la troupe della Rai è stata la denuncia della Fai Cisl sull’ombra del caporalato nelle operazioni di raccolta dell’uva. Daniele Cavalleri, Segretario generale della Federazione agro-alimentare della Cisl, ha ribadito le preoccupazioni sindacali richiamando l’attenzione sull’offerta al ribasso fatta da cooperative dell’Est europeo, mentre il Consorzio di tutela del Franciacorta si dice pronto a denunciare eventuali abusi.

Insieme contro il caporalato. Dopo la denuncia Fai il Consorzio Franciacorta scrive alla Cisl

Maurizio Zanella, Presidente del Consorzio per la tutela del Franciacorta, ha scritto una lettera alla Cisl dopo l’allarme sul caporalato in Franciacorta lanciato dalla Fai Cisl di Brescia, la categoria del settore agroalimentare. “Trovo estremamente positivo che si effettui un attento monitoraggio delle diverse situazioni lavorative in Franciacorta – scrive Zanella – area vinicola che fortunatamente negli ultimi anni ha dovuto ricorrere ad un sempre maggior numero di addetti grazie al successo ottenuto sui mercati”. Il Consorzio esprime però disappunto per quella che definisce una “scelta di comunicazione che getta un’ombra assai spiacevole su tutta la Franciacorta” e non solo sulle aziende che avrebbero fatto ricorso a fornitori di manodopera che si pongono al di fuori delle regole. Il Presidente Zanella scrive alla Cisl che il Consorzio è disponibile al dialogo e alla collaborazione, “a condizione che il nostro operato avvenga con tempestività, andando al cuore del problema nella sua sostanza (eventuale denuncia alle autorità competenti) e non per cercare una quanto mai inopportuna visibilità sui media che squalificherebbe ingiustamente un intero territorio”.
Immediata la riposta della Cisl, “disponibile da subito ad un incontro per approfondire insieme al Consorzio una problematica che è stata sollevata con l’unico scopo di impedire che in un territorio così importante per l’economia bresciana possa prendere piede un fenomeno preoccupante come quello dello sfruttamento organizzato della manodopera”.

Non è nello stile della Cisl sollevare polveroni per farsi pubblicità – spiega Daniele Cavalleri, Segreatrio generale della Fai Cisl di Brescia – tanto che prima di rendere pubbliche le nostre preoccupazioni abbiamo portato la questione alla Direzione provinciale del lavoro e all’Ufficio vigilanza dell’Inps fornendo copia delle offerte di manodopera (chiaramnete sottopagata rispetto alla paga oraria contrattualemente stabilita per la vendemmia) che sono arrivate nelle aziende della Franciacorta da non meglio definite cooperative della Romania e alle quali molte aziende hanno aderito. Basta comunque farsi un giro tra le colline di Franciacorta per capire cosa sta succedendo, a patto che si abbia come prima preoccupazione la dignità dei lavoratori e le condizioni di vita e di lavoro, non quella dell’immagine di un marchio“.

La Fai Cisl denuncia: sulla vendemmia in Franciacorta l’ombra del caporalato

La Fai Cisl di Brescia, il sindacato dei lavoratori del mondo agricolo e dell’industria alimentare, lancia l’allarme: sulla vendemmia in Franciacorta c’è l’ombra del caporalato. Daniele Cavalleri, Segretario generale della Fai, lo scrive nell’editoriale del giornale di categoria che arriva in questi giorni nelle case degli iscritti: “Quando si parla di caporalato e lavoro nero la nostra mente, il nostro pensiero va a Rosarno, Castel Volturno, Foggia. Il rischio è che si voglia pensare solo al Mezzogiorno, alle “mafie classiche”, ai campi di pomodori o agli aranceti. Ma anche al Nord il caporalato rischia di prosperare e di trovare terreni fertili. In Franciacorta, ad esempio, terra di collina e uva, dove si rischia di dare casa a realtà di sfruttamento e illegalità. Sicuramente i numeri sono modesti se rapportati con quelli della Puglia o della Calabria, ma questo non ci deve far sottovalutare un fenomeno per nulla accidentale. Caporali singoli o bande organizzate si spartiscono l’intermediazione illegale di manodopera tra coltivatori e lavoratori. Le colline della Franciacorta non si devono trasformare in colline di schiavitù”.
Cavalleri documenta la sua denuncia con dati di fatto davvero preoccupanti e chiama a responsabilità sia i singoli produttori che il Consorzio Vini Franciacorta che rappresenta l’elite delle aziende vitivinicole franciacortine”.
La proposta della Fai Cisl è quella di un impegno comune tra produttori, lavoro e istituzioni per rubricare il caporalato non più come semplice reato amministrativo ma come reato penale.

clicca qui per leggere integralmente la denuncia della Fai Cisl di Brescia