Badanti, conto alla rovescia

Grande risalto questa mattina sui quotidiani locali alla conferenza stampa della Cisl per la presentazione degli sportelli che dal 1 al 30 settembre saranno a disposizione dei cittadini e delle famiglie bresciane per la regolarizzazione delle badanti (iniziativa anticipata nel nostro sito con una notizia pubblicata lo scorso 4 agosto unitamente al materiale informativo). “Badanti, conto alla rovescia” è il titolo dell’articolo che appare a pagina 10 del Giornale di Brescia; il quotidiano Bresciaoggi dedica al resoconto della conferenza stampa l’intera pagina 9, con due articoli e un grande spazio alle tabelle predisposte dal Centro Assistenza Lavoro Familiare della Cisl bresciana. Anche le pagine bresciane del quotidiano Il Giorno danno conto della comunicazione della Cisl: in prima pagina una grande foto con questo richiamo: “Badanti al bivio”, mentre all’interno la cronaca è intitolata ”Badanti, rischio paralisi per la regolarizzazione”. Servizi televisivi sono andati in onda nei telegiornali di Teletutto, ReteBrescia e Telecolor.

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Badanti in regola

La Cisl di Brescia sta preparando uffici, sportelli e personale per accogliere, dal 1 al 30 settembre, le richieste di regolarizzazione delle badanti e delle collaboratrici familiari.

Si tratta, potenzialmente, di alcune migliaia di pratiche che coinvolgeranno altrettante famiglie: obiettivo della Cisl è quello di dare loro assistenza e informazione, rendendo questo passaggio burocratico il più semplice possibile.

Leggi il volantino con tutte le informazioni necessarie.

Il lavoro delle badanti vale 10 miliardi

Il lavoro delle badanti, le donne straniere che nelle nostre case si occupano di bambini, anziani e non autosufficienti, vale 10 miliardi di euro l’anno. Lo stima il Censis che ha presentato – nell’ambito del consueto mese dedicato al sociale – alcuni dati che interessano il welfare italiano. Un welfare che – dice – “é bloccato, spreca risorse e non risponde ai bisogni”. L’istituto di ricerca rileva che dal 2004 al 2007 si è registrato un calo drastico degli immigrati impegnati nei servizi alle famiglie, pari a -20,8%, “segno – ritiene – di un probabile ritorno al ‘nero'”. “Il numero effettivo di badanti che lavorano in Italia è nettamente superiore ai dati ufficiali. Stime prudenziali consentono di fissare in 700-800 mila le persone che lavorano in famiglia e in 10 miliardi di euro il valore annuale della loro attività”.

Rispetto ai 646 mila stranieri regolarizzati nel 2002, il Censis afferma che cinque anni dopo (2007) erano 505 mila coloro che avevano ancora un lavoro ed erano regolari. Il 60% si è trasferito in un’altra provincia di lavoro. Più di 88 mila si sono sposati. Per i ricercatori, questo è segno di una “grande vitalità, ma la riduzione del 22% di immigrati regolarizzati, certamente non usciti dall’Italia, indica che sono finiti nell’economia sommersa, a testimoniare la scarsa capacità del sistema sociale di includerli”. Cinque anni dopo la regolarizzazione del 2002, un immigrato su cinque – complessivamente quasi 142 mila – è finito nell’economia sommersa. Lo stima il Censis. Per gli immigrati regolari non è inconsueta la prospettiva di finire in ‘nero’. Nel 2007 – afferma l’istituto di ricerca – erano 505 mila quelli inizialmente regolarizzati nel 2002 (su un totale di 646 mila) che avevano ancora un lavoro ed erano ancora regolari. Il 60% si era trasferito in un’altra provincia per lavoro. Più di 88 mila si erano sposati. Tutti “segnali di grande vitalità” afferma il Censis che però sottolinea la riduzione del 22% di immigrati regolarizzati (oltre 141 mila) e non più tali: “sicuramente non sono usciti dall’Italia ma finiti nell’economia sommersa. Il che testimonia la scarsa capacità del sistema di includerli”. Inoltre, “indica le difficoltà burocratico amministrative di stare dentro i limiti di una normativa che lega il permesso di soggiorno ad un lavoro regolare, laddove è nota la fortissima presenza di economia sommersa, specie in molti settori in cui operano gli immigrati, dal lavoro in famiglia ai cantieri”. Anche le badanti sono finite nel sommerso. Dal 2004 al 2007, si è registrato un calo anche nelle badanti pari al 20,8%. Anche questo segno di un probabile ritorno al nero. Fra l’altro, non è possibile assumere la badante ucraina o romena affidabile a causa di una “rigidità giuridica”. Il numero effettivo di badanti che lavorano in Italia – proseguono i ricercatori del Censis – è nettamente superiore ai dati ufficiali. Stime prudenziali consentono di fissare in 700-800 mila le persone che lavorano in famiglia e in 10 miliardi di euro il valore annuale della loro attività. (www.ansa.it)

Badanti e famiglie. La Cisl in campo

Quanto costa a una famiglia bresciana ricorrere al lavoro di una badante straniera? Per quasi il 40% dei casi la cifra si aggira attorno ai mille euro. È quanto emerge da uno studio del Calf Cisl, lo sportello di consulenza che per incrementare il proprio servizio di prima informazione ha attivato un sito internet www.badantibrescia.it.

Leggi l’articolo del Giornale di Brescia.

Stranieri in famiglia. Un aiuto determinante

Il termine non è bello, gli studiosi ci spiegano che uno peggiore non si poteva trovare, eppure “badanti” è una parola che è entrata nel gergo comune. Ed è una parola che dice anche di un fenomeno che è ormai molto diffuso. Eppure facciamo fatica a guardare in faccia la realtà. Infatti, nonostante che siano tante, che il loro contributo alla gestione della vita famigliare sia essenziale, soprattutto in presenza di anziani non autosufficienti, non c’è la consapevolezza dello straordinario apporto che le badanti danno al sistema di welfare locale. La Cisl di Brescia che da molto tempo ha aperto uno sportello per aiutare e consigliare queste lavoratrici, ha organizzato sul fenomeno un seminario di studio e di approfondimento con contributi del professor Maurizio Ambrosini, docente di sociologia all’Università di Genova, della Associazione culturale italo-ucraina Nadya, e di Alessandro Poni del Centro Assistenza Lavoro Familiare della Cisl di Brescia.

Si è trattato di un momento importante di verifica e di confronto, raccolto in queste pagine per offrire a tutti l’opportunità di andare oltre quel che appare in superficie e leggere in profondità una situazione che ha cambiato e che ancora sta cambiando l’assistenza domiciliare per gli anziani e soprattutto per le persone non autosufficienti.

È un modo attraverso il quale la Cisl vuole anche richiamare l’attenzione delle Istituzioni, e chiedere ad esse se, ai vari livelli (dallo Stato alle Regioni fino ai Comuni), si è fatto e si fa tutto il possibile perché il lavoro domiciliare di assistenza garantito dagli stranieri nelle nostre case sia assunto come un valore e come tale venga considerato ogni qualvolta si progettano interventi e modifiche al sistema di welfare.

Scarica gli atti del convegno.

Colf e badanti. Un nuovo servizio della Cisl

La Cisl ha aperto uno sportello per aiutare le famiglie e le collaboratrici famigliari straniere a svolgere tutte le pratiche relative alla regolarizzazione prevista dalla legge. Il servizio si chiama CALF, Centro Assistenza Lavoro Famigliare. Si tratta di uno sportello polifunzionale pensato per andare incontro sia alle colf e badanti che devono mettersi in regola, ma anche per offrire alle famiglie che si avvalgono del prezioso lavoro di queste collaboratrici, tutto il sostegno e le informazioni necessarie. Sono infatti le famiglie a doversi far carico di costi aggiuntivi che possono pregiudicare la loro possibilità di assistere in casa gli anziani non autosufficienti e gli ammalati. La Cisl bresciana si è mossa su due fronti. Innanzitutto ha chiesto ai parlamentari di intervenire con decisione per inserire correttivi nella legge (attraverso la deducibilità dei contributi) e in seconda battuta ha sollecitato l’Associazione dei Comuni Bresciani a farsi carico del problema e a suggerire alle singole amministrazioni comunali l’erogazione di aiuti economici alle famiglie a medio e basso reddito. Le risposte che il Sindacato di via Zadei ha ricevuto fino ad ora lasciano sperare in qualcosa di più che semplici promesse: il Comune di Brescia, attraverso l’Assessorato ai servizi sociali, sta studiando la possibilità di farsi carico dei costi delle pratiche di regolarizzazione, mentre il parlamentare bresciano Emilio Del Bono ha fatto proprie le ragioni della Cisl e di tante famiglie in difficoltà rappresentando in Parlamento la gravità della situazione.

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Badanti: occorrono agevolazioni per le famiglie

Agevolazioni per le famiglie che devono regolarizzare la posizione delle “badanti”, possibilità di inserire i costi sostenuti nelle spese detraibili dalla dichiarazione dei redditi, aiuti economici alle famiglie a basso reddito per far fronte alle necessità dell’assistenza domiciliare dei propri anziani.

Sono queste le condizioni minime perché la regolarizzazione delle migliaia di stranieri che nelle nostre case si prendono cura di anziani e non autosufficienti (le cosiddette “badanti”) regolarizzazione prevista dalla nuova legge sull’immigrazione, sia davvero una opportunità e non una minaccia ai livelli di assistenza gestiti all’interno del nucleo famigliare.

A sollevare il problema è il Segretario territoriale della Cisl bresciana Aldo Menini che in una lettera inviata ai parlamentari bresciani chiede il loro intervento a sostegno delle proposte dell’Organizzazione di via Zadei.

“I contatti informali di queste settimane – anticipa il Segretario della Cisl – fanno pensare che già alla ripresa dell’attività dopo la pausa estiva possa essere messo in calendario un incontro con deputati e senatori bresciani per un più approfondito scambio di opinioni”.

La lettera di Menini ai parlamentari è stata inviata anche ai quotidiani locali che l’hanno subito pubblicata; il Direttore di Bresciaoggi l’ha anche commentata con una breve nota che testimonia ulteriormente le dimensioni e l’urgenza del problema sollevato dalla Cisl.

Leggi la lettera.