La Camera impegna il Governo a rivedere l’articolo 8 della manovra

Via libera della Camera ad un ordine del giorno del Pd con cui il Governo si impegna a rivedere l’articolo 8 della manovra di ferragosto sui temi del lavoro. Il rappresentante dell’esecutivo ha dato parere favorevole, e l’Aula l’ha approvato. Primo firmatario della proposta è Cesare Damiano. Con questo voto e con il parere favorevole espresso il governo si impegna a valutare gli esiti applicativi dell’articolo 8 al fine di adottare iniziative normative volte a rivedere le disposizioni dell’articolo stesso e a redigere una norma integralmente conforme agli indirizzi, ai contenuti e alle finalità dell`accordo del 28 giugno 2011. Ecco il testo dell’ordine del giorno: […]

Bonanni a Uil e Cgil: firmiamo insieme un documento sull’articolo 8

“Possiamo sottoscrivere un documento politico con Cgil e Uil che lo metta nero su bianco: non ricorreremo alla gestione della norma che consente i licenziamenti in deroga all’articolo 18 dello statuto dei lavoratori”. È quanto afferma all’Unità il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, che ribadisce di non condividere lo sciopero della Cgil, ma si dice d’accordo sul giudizio verso il governo, inadeguato a gestire l’attuale fase, tanto che la soluzione indicata da Beppe Pisanu di un governo di larghe intese risulta una prospettiva assolutamente importante per dare stabilità al Paese. Sul tema dell’unità sindacale, Bonanni spiega: “La Cgil con il suo atteggiamento finisce per accentuare le divisioni già esistenti”. “Il problema – aggiunge – nasce quando si dà retta alla parte più politicizzata, la Fiom. Liberi di farlo, ma noi non li seguiamo”. (conquistedellavoro.it)

Quattro domande sull’articolo 8 del Decreto legge per la manovra economica

Polemiche roventi sull’articolo 8 del Decreto legge per la manovra economica. Cosa dice l’articolo? Come è stato modificato?

Risponde Enzo Torri, Segretario generale della Cisl bresciana.

Insomma, non si poteva fare a meno di questo articolo 8 della manovra?
Certo che se ne poteva fare a meno. Peccato che la manovra la scriva il Governo e non altri. La Cisl ha detto fin dall’inizio che il Governo non doveva entrare in questioni che le Parti sociali possono affrontare negozialmente in piena autonomia. Avevamo sostenuto con chiarezza che la Cisl poteva eventualmente accettare l’estensione per legge dell’accordo del 28 giugno fra Cgil Cisl Uil e Confindustria su contrattazione e rappresentanza, come elemento rafforzativo dell’accordo e a sostegno, appunto, della contrattazione
Il Governo ha deciso di intervenire comunque. Cosa avremmo dovuto fare? Pestare i piedi e lasciare il testo com’era? Scioperare e lasciar passare un testo che apriva la strada alla costituzione di sindacati di comodo? La politica del tanto peggio tanto meglio non è la politica della Cisl. Per cui ci siamo messi a lavorare per cambiare forma e sostanza dell’articolo.

In poche parole, in che modo è stato corretto l’articolo 8 del decreto legge del governo sulla manovra economica?
Tre punti: i contratti aziendali e territoriali potranno derogare alle disposizioni di legge e ai contratti; perchè possano modificare leggi e contratti, le intese aziendali dovranno essere firmate dai sindacati più rappresentativi e non da qualsiasi organizzazione presente in azienda (richiesta avanzata dai sindacati e dal Pd); le intese aziendali non potranno andare contro la Costituzione, e dovranno rispettare i vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro.

Qualcuno ha detto che con le deroghe è possibile far saltare le tutele contro il licenziamento senza giusta causa.
E’ una stupidaggine assoluta. E’ come dire che bisogna impedire la vendita dei coltelli perchè c’è sempre qualcuno che potrebbe usarli in modo improprio! Capisco tutte le difficoltà di dare motivazioni ad uno sciopero che motivazioni non ne aveva se non quelle di natura politica, ma la Cgil non può continuare ad alzare polveroni sul niente. La modifica inserita nell’articolo 8 limita ai sindacati maggiormente rappresentativi, praticamente a Cgil Cisl Uil, la possibilità di sottoscrivere deroghe a fronte di situazioni eccezionali, che vanno condivise dalle Rsu e votate dai lavoratori: solo con il consenso a maggioranza di tutti questi soggetti possono valere le deroghe definite. Credo che solo la follia generale potrebbe determinare i cataclismi che la Cgil ha così abilmente propagandato per alimentare il suo sciopero.

Ma il Governo ha comunque tentato una invasione di campo nel terreno sindacale!
Si, ci ha provato, ma la modifica dell’articolo 8 del Decreto rimette ogni decisione nella disponibilità delle Parti sociali. La vicenda dovrebbe far riflettere chi, come la Cgil, chiede da sempre la prevalenza della legge rispetto alla contrattazione: non sempre le maggioranze parlamentari hanno attenzione positiva verso il sindacato! La Cisl sostiene da sempre che sono le Parti sociali a dover decidere autonomamente sulle questioni del contratto e della rappresentanza. Ed è per affermare questo principio che anche in questa occasione ci siamo battuti per sottrarre al legislatore la gestione delle dinamiche contrattuali nei luoghi di lavoro. Rinunciare alla battaglia significava aprire le porte dei luoghi di lavoro al caos di rappresentanza.

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