Mesotelioma, Cisl Lombardia: alzare l’una tantum a 12mila euro

Con 5.680 casi, pari al 20,8% del totale nazionale, la Lombardia vanta il triste primato dei malati di mesotelioma. Ogni anno sono in media 355 i nuovi […]

Oggi e domani a Casale Monferrato la terza Conferenza governativa sull’amianto

La parola d’ordine è: fare presto. A 25 anni dal varo della legge 257, grazie alla quale in Italia è stato possibile mettere al bando la lavorazione e l’utilizzo dell’amianto, ancora troppo poco è stato fatto sul versante del censimento e del risanamento dei siti inquinati. L’allarme di Cgil, Cisl e Uil (rilanciato a metà ottobre anche il Lombardia) viene riproposto oggi e domani, venerdì 24 e sabato 25 novembre, nella terza […]

Amianto, problema irrisolto. In Lombardia il 35% di tutto quello presente in Italia

Siamo ancora troppo lontani da una Lombardia “amianto-free”. L’ultima rilevazione regionale (febbraio 2017) evidenzia un ulteriore aumento rispetto al 2016: 204.988 siti (+5.126), di tipo […]

Amianto: Cgil Cisl Uil chiedono una conferenza dei sindaci lombardi

rimozione_amianto_comoE’ terminato attorno alle 13 il presidio organizzato da Cgil Cisl Uil Lombardia e da numerose realtà dell’associazionismo per chiedere alla Regione la rimozione definitiva dell’amianto dal territorio lombardo. […]

Amianto, fibra killer. Sindacati e associazioni alla Regione: più impegno!

tetti i amiantoLa Regione acceleri il processo di rimozione definitiva dell’amianto da scuole, ospedali, uffici pubblici, siti industriali dismessi e abitazioni private, agendo sulla […]

Amianto: cinismo e bugie

“Gli emendamenti annunciati dal Governo al suo stesso provvedimento che nega i benefici pensionistici ai lavoratori esposti all’amianto, non risolvono tutte le assurdità del maxi decreto.” Paolo Reboni, Segretario territoriale della Cisl di Brescia, prende nuovamente posizione sugli sviluppi dell’incredibile vicenda che colpirà migliaia di lavoratori.

“Gli emendamenti confermano, per tutti coloro che non hanno ancora avviato la richiesta di pensione, la cancellazione dei diritti acquisiti, sebbene in possesso  dalle certificazioni di esposizione all’amianto di oltre 10 anni  rilasciate dall’Inail. È dunque ancora più legittima e giustificata la richiesta unitaria di tutti i sindacati italiani di stralciare l’articolo 47 anche dal maxi emendamento e riprendere il disegno di legge in discussione alla commissione lavoro del Senato – spiega Reboni – inoltre è contraddittorio trasformare la tutela della salute dalla riduzione del tempo di esposizione, cioè con un pensionamento anticipato, alla prosecuzione del tempo di lavoro con una maggiorazione della pensione, quasi facendo affidamento sulla certa minore aspettativa di vita degli esposti.”

Il Segretario territoriale della Cisl bresciana chiede ai parlamentari bresciani, in particolare agli onorevoli Saglia, Maninetti, Delbono e Tolotti che il 20 ottobre avevano partecipato all’iniziativa di denuncia della Cisl, di sostenere anche in Parlamento quanto dichiarato alla presenza delle lavoratrici e lavoratori esposti all’amianto.

Amianto: le aziende fanno ostruzione

Invalidità da amianto: delle 2800 domande pervenute all’Inail di Brescia (40.000 in Lombardia, 230.000 in tutta Italia) sono 1.600 quelle già esaminate a partire da aprile 2002, 400 delle quali hanno determinato il riconoscimento delle agevolazioni previdenziali e pensionistiche previste dalla legge. Il dato è stato comunicato questa mattina dal Direttore dell’Inail provincaile ad una delegazione della Cisl bresciana che ha incontrato i vertici dell’Istituto per fare il punto sulle domande presentate dai lavoratori di settori produttivi in cui è presente l’amianto.

“È stata dunque esaminata più della metà delle pratiche – ha dichiarato il Segretario Cisl Paolo Reboni – a testimonianza dell’impegno e della serietà del lavoro dell’INAIL. Quello che invece ci preoccupa in maniera molto seria è l’atteggiamento di reticenza delle aziende: nella definizione delle pratiche la difficoltà più grande si sta rivelando quella di ottenere il curriculum lavorativo dei dipendenti”.

Nel corso dell’incontro l’Inail ha annunciato alla delegazione della Cisl che oltre ad inviare lettere di diffida alle aziende che non collaborano, intende rafforzare ulteriormente l’ufficio che si occupa delle problematiche sull’amianto.

“Certo è che l’impegno dell’Istituto deve essere acompagnato da altre iniziative – ha concluso Reboni – La CISL ritiene necessario un forte impegno dei parlamentari bresciani per far sì che la legislazione vigente non venga stravolta. Brescia necessita di una forte collaborazione tra ASL e Ministero del Lavoro, che sono titolati al controllo delle attività produttive per supportare il lavoro dell’Inail in merito alla problematica dell’amianto”.

Non manca nelle dichiarazioni del Segretario della Cisl una stoccata alla Cgil: “Ci sono organizzazioni sindacali che evidentemente soffrono di strabismo. Non si capisce altrimenti perché, di fronte al problema delle aziende che non collaborano hanno deciso, in segno di protesta, di presidiare l’Inail! Il risultato è che le aziende continuano a fare ostruzionismo e l’Istituto deve perdere tempo a rispondere di cose che dipendono da altri”.

Amianto: nuovo appello della Cisl

“Siamo preoccupati e siamo crontrari al nuovo testo unificato del Disegno di legge sull’amianto (il numero 229 dell’ottobre 2002) predisposto dal Ministero del Lavoro. È un provvedimento ispirato unicamente a cambiare drasticamente le modalità di riconoscimento di esposizione all’amianto dei lavoratori con il congelamento di qualsiasi ulteriore riconoscimento e spesa conseguente”. Paolo Reboni, Segretario territoriale della Cisl bresciana che dal novembre del 2001 sta seguendo il problema, non ha mezzi termini sul provvedimento legislativo che il Governo vorrebbe far passare in Parlamento. “Premesso che l’intervento avrebbe scarsa efficacia economica, in quanto la stragrande maggioranza dei settori sono stati già esaminati e i lavoratori hanno avuto i trattamenti pensionistici compensativi – continua Reboni – l’approvazione del testo unificato così come predisposto dal Ministero del Lavoro avrebbe il solo risultato di creare una disparità di trattamento tra lavoratori di uguale storia lavorativa ma che arrivano all’esame amministrativo della loro richiesta in periodi successivi, con una facile, scontata e prevedibile ulteriore esplosione del conflitto giudiziario e conseguenti spese amministrative per le casse dello Stato.”

La Cisl è anche fortemente preoccupata per l’intenzione del Governo di smantellare l’esperienza degli ultimi sei anni per quel che riguarda il riconoscimento della “inalidità da aminato”, basata sul lavoro congiunto a livello territoriale, provinciale e regionale, dell’INAIL, dei sindacati e delle imprese: “Mettere in capo, come è scritto nel Disegno di legge, al solo INAIL una valutazione così complessa significa – aggiunge il Segretario Cisl – cancellare elementi di raccordo e di omogeneità che invece sono assolutamente indispensabili. A Brescia l’INAIL sta dimostrando grande impegno e sensibilità nello svolgimento del lavoro per la definizione delle pratiche per il riconoscimento ai lavoratori interessati del diritto alle agevolazioni. Ad oggi l’Istituto sta seguendo oltre 1500 pratiche, 260 delle quali sono già state definite con il riconoscimento dei soggetti aventi diritto alla pensione Altre 500 domande di lavoratori di LEALI , ALFA e della Cartiera di Toscolano, devono essere invece visionate a livello regionale”

Per la Cisl le questioni tecniche e procedurali da affrontare sono sostanzialmente tre: mantenere l’attuale struttura e modalità di indagine  da parte dell’ Inail, estesa ai lavoratori del settore pubblico e militare finora non previsti dalla normativa; definire il termine di 360 giorni per la presentazione delle richieste sulla base della normativa esistente; successivamente al termine dei 360 giorni , adeguare i nuovi trattamenti per l’esposizione all’amianto (che saranno riferibili quasi esclusivamente agli addetti alle attività di bonifica ed altre poche eccezioni) alle prestazioni previste per i lavoratori addetti alle attività usuranti.

“Fin dal novembre 2001 la Cisl e la FIM di Brescia – conclude Paolo Reboni – ha posto il problema del rischio amianto ai parlamentari Del Bono e Maninetti: la disponibilità che ci hanno assicurato deve ora tradursi, questa almeno è la nostra speranza, in uno sforzo di sensibilizzazione tra i parlamentari”.

Rischio amianto a Brescia

La Cisl ha posto ai parlamentari bresciani il problema del rischio amianto nella nostra provincia.

“È un fatto estremamente preoccupante – spiega il Segretario territoriale Paolo Reboni – che in presenza di precise opportunità previste dalla normativa vigente, nella realtà bresciana il numero delle domande per utilizzare i benefici di legge a favore dei lavoratori sia quasi insignificante”.

Ciò deriva principalmente dall’opposizione, ma anche da oggettive difficoltà, da parte delle aziende a rilasciare il curriculum lavorativo ai lavoratori esposti al rischio amianto, impedendo quindi a monte l’avvio del riconoscimento dei benefici previsti dalla legge. I parlamentari Emilio Del Bono (Centro sinistra) e Luigi Maninetti (Centro destra) hanno dichiarato la loro piena disponibilità a promuovere e sostenere un’iniziativa per superare, anche attraverso opportuni aggiustamenti normativi, l’attuale fase di stallo.

Intanto il Governo tenta con un colpo di spugna di ridurre l’efficacia della legge in vigore, introducendo modifiche penalizzanti e restrittive.

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