Giovani e agricoltura, Brescia al top per numero di nuove imprese

Sono oltre 3 mila le imprese giovani nelle campagne lombarde e crescono dell’1,5% in un anno. Ad affermarlo è uno studio condotto dalla Camera di Commercio di […]

Per la sicurezza di chi lavora in agricoltura: Inail, 45 milioni per rinnovare il parco macchine

campo_mais_trattoreGli infortuni sul lavoro in agricoltura sono per la quasi totalità legati all’utilizzo di attrezzature meccaniche tropo vecchie e prive dei dispositivi di sicurezza per chi […]

Sul fronte dell’occupazione meglio l’agricoltura che industria e servizi

C’è una sorpresa nei dati Istat sull’andamento dell’occupazione diffusi nei giorni scorsi. Riguarda l’agricoltura che si configura, nella lettura delle rilevazioni statistiche fatta dalla Confederazione italiana agricoltori, come “settore trainante della ripresa del Paese”. Nel primo trimestre 2011 – sottolinea la Cia – i lavoratori impiegati in agricoltura aumentano dell’1,2%, a fronte di un rialzo generale dell’occupazione fermo allo 0,5%. Un dato incoraggiante soprattutto se legato all’incremento del valore aggiunto del settore, che tra gennaio e marzo è cresciuto del 2,3% contro lo 0,1% di industria e servizi. La Confederazione italiana agricoltori quantifica l’incremento dell’occupazione nei campi in 10.000 unità. L’incremento riguarda le regioni del Nord (più 2,5%) ma soprattutto il Mezzogiorno (più 4,5%) e interessa in particolare il lavoro dipendente (più 6%) più che quello autonomo (meno 2%).

L’agricoltura bresciana alla soglia del futuro

Martedì 14 giugno (ore 17.30, nella sede scolastica di viale Bornata a Brescia) l’Istituto Tecnico Agrario Industriale «G. Pastori» ospita la presentazione del volume «L’agricoltura bresciana alla soglia del futuro – Le innovazioni, le prospettive, le testimonianze». Oltre ai due curatori, Francesco Lechi e Gianmichele Portieri, sono previsti interventi di don Antonio Fappani, presidente della Fondazione Civiltà Bresciana (che insieme al Centro studi San Martino ha promossola pubblicazione);. Luciano Tonidandel, preside del “Pastori”, e degli autori dei diversi capitoli da cui è composto il libro.

Sciopero nazionale di 8 ore nel settore agricolo

Il Governo ha annunciato di voler presentare il prossimo 8 novembre, attraverso un maxi emendamento alla legge finanziaria 2006, la sua proposta di riforma della previdenza agricola.

Sul piano del metodo ciò è in netta contraddizione con l’impegno assunto dal ministro del welfare insieme a quello delle politiche nello scorso mese di marzo di voler aprire un tavolo di confronto con le parti sociali che poi non è stato mai aperto.

Sul piano dei contenuti non si tratta di una riforma della previdenza agricola nel suo complesso, come le organizzazioni sindacali avevano richiesto, ma di una semplice rimodulazione basata su tre punti:

  • la riduzione delle aliquote contributive;
  • condono previdenziale;
  • revisione dei trattamenti di disoccupazione per i lavoratori.

La conclusione è semplice: si vogliono togliere soldi ai lavoratori per diminuire il costo del lavoro per le imprese.

Per lunedì 7 novembre, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil nazionali hanno proclamato 8 ore di sciopero in tutto il settore agricolo.

Nel settore avicolo le aziende stanno procedendo a licenziamenti, a Brescia accade anche in quelle realtà dove gli ammortizzatori sociali (Cig Ord. Cig Str.) possono tutelare i dipendenti (Avicola San Martino del Gruppo Amadori).

Il Sindacato chiede che vengano fissati criteri precisi nel distribuire premi e agevolazioni alle Imprese avicole perchè sono finanziati con risorse pubbliche, e ritiene che le aziende che licenziano non possano avere assegnato alcun premio di sorta.

Nell’ambito della giornata di lotta Flai, Fai e Uila lombarde organizzeranno un presidio dei lavoratori e lavoratrici agricoli florovivaisti e forestali alla sede della Regione Lombardia a Milano e chiederanno un incontro congiunto al Presidente del Consiglio Regionale e all’Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia.

Extracomunitari in agricoltura

Nell’Unione Europea un lavoratore stagionale agricolo su 10 è extracomunitario. Lo stesso avviene in Italia anche se da noi la quota di stranieri è sotto il 3%, molto lontana dalle soglie di popolazione straniera presenti storicamente in Gran Bretagna, Francia, Germania. A questa realtà la Fai Cisl di Brescia, la Federazione dell’agroalimentare, dedica un convegno intitolato “Extracomunitari nel mondo agro-alimentare” che si terrà venerdì 4 ottobre alle ore 17 al Centro Pastorale Paolo VI in via G.Calini, 30 a Brescia.

Interverranno Narciso Gazzoli Responsabile Ufficio Stranieri Cisl, Albino Gorini,Segretario generale nazionale Fai Cisl, Renato Zaltieri Segretario generale Ust Cisl Brescia, Antonio Zampedri Vicepresidente Unione Agricoltori, Gianfranco Tosini Responsabile Ufficio Studi Aib Brescia e Souleymane Sancharè Segretario generale nazionale Anolf.

L’integrazione tra popoli e culture diverse, fa parte della storia, al di là del funzionalismo economico. “Tanto vale provare a prenderne atto e a pensare a soluzioni realistiche ed efficaci al completamento di questo percorso, che non siano la riproposizione del solo ordine pubblico – ha spiegato Oliviero Sora, Segretario generale della Fai Cisl – Molti dei problemi si saneranno col tempo. Soprattutto grazie al contributo delle seconde generazioni. Quel che è certo è che non possiamo considerare gli stranieri solo come manodopera, magari a basso costo, chiedendo loro di lavorare e di esistere dalle 8 alle 18 e di sparire subito dopo nel nulla.”

CISL BRESCIA: Uffici aperti. Accessi in sicurezza regolati su prenotazione allo 030 3844 511