Il “Treno della memoria” di nuovo sui binari
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Il “Treno della memoria” di nuovo sui binari

Dopo gli anni di stop a causa della pandemia torna l'iniziativa rivolta al mondo studentesco

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Pubblicato il 24 Settembre 2022

Situato a 25 km dalla città austriaca di Linz, il campo di concentramento di Mauthausen sarà la meta del viaggio che nel 2023 rimetterà sui binari il “Treno della Memoria”, un progetto nazionale declinato a livello territoriale grazie all’impegno di istituzioni, organizzazioni sindacali, associazioni e gruppi, che offre ogni anno agli studenti delle scuole superiori un percorso che consente di approfondire nella realtà dei luoghi storici la pagina di storia più buia del Novecento, la tragedia della seconda guerra mondiale con il folle disegno dell’ideologia del nazismo.

 

L’impegno e il sostegno di Cisl Brescia

La Cisl di Brescia ha deciso di promuovere e sostenere la ripresa del “Treno della Memoria” dopo gli anni di stop causati dalla pandemia. “Il progetto – spiega Maria Rosa Loda della Segreteria provinciale della Cisl – è principalmente rivolto agli studenti, ma anche ai docenti affinché possano adeguatamente preparare in aula un’esperienza sicuramente non ordinaria; è inoltre rivolto ai delegati sindacali e ai lavoratori”.

 

8.000 gli italiani imprigionati a Mauthausen

Mauthausen (nella fotografia l’esterno del memoriale), con la sua rete di numerosi sottocampi (tra cui Gusen, uno dei maggiori, e Hartheim) fu il luogo in cui tra il 1938 (poco dopo l’annessione dell’Austria da parte della Germania nazista) e il 5 maggio 1945 (quando fu liberato dall’undicesima Divisione dell’esercito statunitense) furono imprigionate circa 190.000 persone. Circa 8.000 di questi prigionieri erano Italiani, arrestati dopo l’autunno 1943. Costruito nei pressi di una grande cava di granito, Mauthausen fu uno dei lager con la più alta mortalità tra tutti i campi di concentramento nazisti.

 

Conoscere per ricordare

“La Cisl, con il suo gruppo dirigente, mette in campo uno sforzo straordinario per la ripresa del progetto – conclude Maria Rosa Loda – perché è indispensabile conoscere e ricordare per evitare il ripetersi di tragedie così grandi come quelle del nostro recente passato, e ribadire con forza il valore della democrazia e della libertà, difese a costo della vita da quanti hanno combattuto i soprusi delle dittature nell’Europa nel secolo scorso, anche nel nostro Paese”.

Nelle prossime settimane verranno definiti e comunicati gli aspetti organizzativi, le modalità di adesione e di partecipazione.