Case di riposo: rette e organizzazione, sistema da rivedere
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Case di riposo: rette e organizzazione, sistema da rivedere

Intervista del quotidiano Bresciaoggi a Giovanna Mantelli, segretario generale dei Pensionati Cisl

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Pubblicato il 27 Agosto 2022

In Italia il costo della retta per il ricovero di un anziano in una Casa di riposo viene sostenuto per metà dalla famiglia e per metà dalla Regione. Tranne che in Lombardia, dove la Regione si fa carico solo del 40% della retta.

Rette e organizzazione del sistema di assistenza residenziale per gli anziani vanno assolutamente ripensate. Lo ribadisce questa mattina in una intervista a Bresciaoggi Giovanna Mantelli, segretario generale dei Pensionati Cisl, tornando a denunciare una situazione sempre più difficile per tantissime famiglie e a chiedere risposte urgenti e concrete.

 

“Sbagliato pensare che questo sia un tema che interessa solo il mondo degli anziani: è un problema che ci riguarda tutti e con cui tutti avremo a che fare”

 

Rivedere il sistema delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) dal punto di vista organizzativo e per quanto riguarda la compartecipazione delle famiglie.

È questa una delle battaglie più importanti che Federazione dei Pensionati Cisl Brescia intende perseguire, come spiega il segretario generale Giovanna Mantelli, che mette subito le cose in chiaro: “Sbagliato pensare che questo sia un tema che interessa solo il mondo degli anziani: è un problema che ci riguarda tutti e con cui tutti avremo a che fare”.

Tanto più che gli anni della pandemia – sottolinea ancora Mantelli – “hanno dimostrato la fragilità del sistema delle RSA. Nate come spazio di accoglienza per anziani con varie tipologie di disabilità, oggi si sono trasformate in veri e propri reparti di medicina a cui i famigliari si arrendono quando non ce la fanno più a gestire l’anziano con le badanti”.

 

L’eccezione (negativa) di Regione Lombardia

Il tutto in un contesto in cui i numeri sono ormai di grande rilievo. “Gli ultimi report ci dicono che in Italia operano 740mila badanti, di cui il 70% straniere – spiega Mantelli -. Lo Stato spende 60 miliardi all’anno sulla non autosufficienza, ma 30 di questi sono a carico della famiglia. All’atto pratico, questo significa che un posto letto in RSA viene pagato per metà dalla famiglia e per metà dalla Regione. Tra l’altro, la Regione Lombardia è l’unica a livello nazionale ad abbassare la sua quota al 40%”.

 

Se il ricovero è di natura sanitaria
i costi li copra il Servizio Sanitario Nazionale

Un meccanismo, questo, che per la FNP Cisl è da modificare: “Se la patologia con cui un anziano viene inserito in RSA è completamente sanitaria, e quasi tutte lo sono, allora va rivisto il sistema di partecipazione: la retta non dovrebbe essere a carico della famiglia, ma del Sistema Sanitario Nazionale. Allo stesso modo, va rivisto il sistema di partecipazione delle famiglie, con rette che tengano conto di questi criteri” spiega Mantelli.

 

Una organizzazione da ripensare

Dal punto di vista organizzativo altro tema caldissimo è quello delle reti tra RSA: “Bisogna mettere a lavorare in sinergia più strutture, così da ottenere prezzi più favorevoli sulle forniture di tutto ciò che è necessario: ordinativi più consistenti fanno inevitabilmente diminuire i prezzi” afferma il segretario generale.

 

Serve un grande investimento per il personale di oggi e di domani

Infine, ma non certo da ultimo, c’è da affrontare la carenza di medici e personale: “È mancato da parte della politica il calcolo dei bisogni in prospettiva. Sappiamo che entro il 2050 la popolazione anziana crescerà del 12%: serve già da ora una programmazione, oltre che economica, anche di assunzione di personale. Cure e assistenza adeguate e l’accompagnamento a un fine vita dignitoso per gli anziani passano anche da qui” conclude Mantelli.