Guardie giurate, limiti e doveri di una delicata professione
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Guardie giurate, limiti e doveri di una delicata professione

Un approfondimento di Bresciaoggi sul grave episodio di cronaca della notte di Ferragosto

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Pubblicato il 17 Agosto 2022

Guardie giurate, limiti e doveri di una delicata professione. Il quotidiano Bresciaoggi titola così un approfondimento legato al gravissimo episodio di cronaca di cui si è resa protagonista a Corte Franca una guardia giurata, fuori servizio, nella notte di Ferragosto, che per chiudere la giornata di festa non ha trovato di meglio da fare che mettersi a sparare, assieme ad altre due persone, a dei cartelli stradali. Uno dei colpi ha ferito un bambino che si era affacciato alla finestra pensando che gli scoppi fossero quelli dei fuochi d’artificio.

La domanda alla quale il giornale cerca di rispondere è se sia o meno corretto che una guardia giurata possa portare un’arma con sé anche dopo i turni di servizio.

“Le guardie giurate hanno il regolare porto d’armi, e quindi, con tutti i limiti di legge previsti, possono legittimamente portare l’arma anche fuori servizio”, ha spiegato a Bresciaoggi Paolo Tempini, segretario generale della Fisascat Cisl con un passato da guardia particolare giurata prima all’Italpol e poi alla Vigilanza Città di Brescia: “la proposta, avanzata tempo fa, di depositare le armi dei vigilantes nelle sedi delle agenzie a fine turno  riguardava in particolar modo le armi lunghe utilizzate per il trasporto valori, non così per le pistole”.

Il libretto che consente alle guardie giurate di prestare servizio armato dura 6 anni, e la licenza è da rinnovare ogni due anni: “Si tratta di visite mediche e test psico-attitudinali rigorosi – sottolinea Tempini – perché è evidente che ci deve essere un controllo costante. Nei casi estremi, esiste anche la revoca del porto d’armi, che costituisce un’azione cautelativa della sicurezza pubblica, in quanto diretta ad evitare il pericolo determinato dalla possibile disponibilità di armi in capo ad un soggetto che non ne fa un uso corretto”.

Insomma, una guardia giurata – nella nostra provincia se ne contano un migliaio – non viene armata alla leggera: chi ha in custodia una pistola per svolgere la propria professione conosce perfettamente le regole d’ingaggio ed è consapevole dei rischi penali e delle aggravanti in un processo per uso improprio o imprudente delle armi.

Precisazioni e puntualizzazioni doverose, anche per evitare che ingiustamente sia un’intera categoria di lavoratori ad essere colpevolizzata.