Immigrati: odissea normativa per i “soggiornanti di lungo periodo”
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Immigrati: odissea normativa per i “soggiornanti di lungo periodo”

ANOLF Brescia sollecita chiarimenti: un "titolo" senza vantaggi

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Pubblicato il 29 Luglio 2022

A rendere difficile la vita degli immigrati concorrono tanti fattori: l’intolleranza ignorante, il pregiudizio, la logica del “prima io”. Quando poi ci si mettono anche la burocrazia, la lentezza esasperante delle procedure e la discrezionalità interpretativa delle norme, le vicende diventano paradossali.

 

La “carta” non è scaduta ma il Comune ne pretende l’aggiornamento

Come quella di una famiglia immigrata – padre, madre e due figli minori, soggiornanti di lungo periodo in possesso del relativo documento, valido dieci anni per gli adulti e cinque per i minori fino a 14 anni – che si è vista rifiutare da un Comune la richiesta di cambio di residenza: occorre, secondo l’ente locale, l’aggiornamento della carta di soggiorno della famiglia (nonostante siano passati meno di dieci anni dal suo rilascio) perché il permesso di uno dei minori è scaduto. Piccolo particolare: il minore in  questione compirà 14 anni tra pochi mesi e la norma prevede che venga scorporato dal documento dei genitori. Così oggi questa famiglia deve avviare un aggiornamento che, se va bene, visti i tempi della Questura di Brescia, si concluderà tra un anno, e tra pochi mesi riavviarne un altro per scorporare il figlio quattordicenne.

 

Punzi (ANOLF Brescia): “Rigidità al limite dell’assurdo”

“Se si obbligano le famiglie a queste procedure con una rigidità al limite dell’assurdo, ci chiediamo quale sia il vantaggio di essere in possesso del titolo di soggiornante di lungo periodo UE – commenta Giovanni Punzi, presidente di ANOLF Brescia che gestisce lo Sportello stranieri della Cisl provinciale –  titolo che richiede costi non indifferenti e certificazioni esternalizzate, ad esempio l’ottenimento dell’idoneità alloggiativa, che nel Comune di Brescia è un servizio gestito da privati con tariffe da privati”.

Che la legge sia spesso complessa e difficile da capire non è una novità, ma la situazione relativa alle carte di soggiorno e alle procedure imposte ai cittadini stranieri sono complicate e spesso non sono nemmeno comunicate agli interessati, che si trovato spiazzati davanti a queste situazioni.

“Brescia – conclude Punzi – è una delle Province con il più alto numero di cittadini stranieri, e pertanto possiamo immaginare la pressione che gli enti pubblici hanno, ma allo stesso tempo norme come quelle sul titolo di soggiornante di lungo periodo UE rischiano di appesantire ulteriormente
gli uffici degli organi competenti”.