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La geografia della povertà
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La geografia della povertà

Diffusi i dati sulla povertà in Italia nel 2021: va meglio al Nord, peggio al Sud

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Pubblicato il 15 Giugno 2022

ISTAT, l’istituto centrale di statistica, ha diffuso oggi i dati sulla povertà in Italia riferiti al 2021. Sono 1,9 milioni le famiglie in condizione di povertà (il 7,5% del totale, rispetto al 7,7% del 2020) e circa 5,6 milioni di persone, pari al 9,4% della popolazione complessiva, in linea con l’anno precedente.

 

Come si calcola la soglia di povertà?

La soglia di povertà assoluta varia a seconda del numero dei componenti la famiglia e del territorio di residenza. Per esempio, per un adulto che vive solo in un’area metropolitana del Nord è pari a una spesa mensile per consumi che non arriva a 852,53 euro, mentre per chi abita in un piccolo comune settentrionale è di 766,70 euro al mese e si abbatte fino a 576,63 euro per una persona che risiede in un piccolo centro del Mezzogiorno.

 

La geografia variabile della povertà

Anche in questa rilevazione si conferma che la situazione peggiore la vivono le famiglie del  Sud (10%  rispetto al 6,7% del Nord e al 5,6% del Centro); la condizione delle famiglie peggiora all’aumentare del numero dei componenti: il 22,6% di quelle con cinque o più membri si trova in condizione di povertà assoluta, mentre tra quelle composte da quattro persone, si arriva all’11,6%.

Molto elevata l’incidenza della povertà sulla popolazione straniera: il 32,4% si trova in questa condizione, rispetto al 29,3% del 2020.

Cresce la povertà tra le persone anziane: dal 4,5% del 2020 si è passati al 5,7% del 2021.