Assemblee in città per discutere della riforma della sanità
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Assemblee in città per discutere della riforma della sanità

A promuoverle sono unitariamente i sindacati dei Pensionati. Incontri anche in provincia

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Pubblicato il 16 Marzo 2022

Proseguono in città le assemblee promosse unitariamente dai sindacati dei Pensionati, talvolta in collaborazione con i Consigli di Quartiere, per informare e discutere le novità introdotte dalla riforma regionale della sanità. Gli incontri sono iniziati il 2 marzo in via Milano, al centro Case del Sole, proseguendo il 10 al Teatro Arcobaleno di via Manara.

Domani, giovedì 17 marzo, l’appuntamento è alle 20.30, al Centro Sociale via Presolana 38 del quartiere Primo Maggio.

Gli appuntamenti – che oltre alla città verranno proposti nelle prossime settimane anche in provincia – intendono promuovere attenzione e conoscenza su una tematica che riguarda tutta la popolazione, in modo particolare gli anziani e le persone più fragili che della sanità hanno costante bisogno.

“Arriveranno davvero dalla nascita delle Case della comunità e delle Case della salute le risposte di cui hanno bisogno?”,  si interrogano i sindacati dei Pensionati Cgil Cisl Uil?

 

I prossimi incontri

Mercoledì 23 marzo, alle 20.30, a San Polo, alla Sala Associazioni di via Cimabue.
Mercoledì 30 marzo alle 15 nel salone della Parrocchia di S. Bartolomeo in via Scuole 42.
Giovedì 31 marzo, alle 20.30, in zona Ovest, alla Sala civica via Farfengo 69.
Venerdì 1 aprile, alle 15.30, nella Sala ex circoscrizione Sud di via Repubblica Argentina 120.

 

Non bastano le strutture, occorre investire sul personale della sanità

“La pandemia ha reso evidenti i problemi di un modello sanitario sbagliato, centrato sull’ospedalizzazione piuttosto che sulla cura di prossimità – ha affermato Angelo Galeazzi (al centro nelle fotografia), coordinatore dei Pensionati Cisl per Brescia città – ma è evidente che non basta, come la riforma regionale stabilisce, pensare una nuova organizzazione territoriale del sistema se non si affronta il problema della carenza di personale che la sanità lombarda patisce da troppo tempo”.

Gli anziani hanno pagato il prezzo più alto al Covid, ora chiedono alle istituzioni sanitarie lombarde un potenziamento reale dei servizi sul territorio e l’universalità delle prestazioni mediche e sociosanitarie.