FELSA Cisl, NIDIL Cisl e UILTemp hanno proclamato lo sciopero nazionale dei somministrati in missione presso Poste Italiane per il 15 dicembre 2021. La decisione è arrivata dopo l’esito negativo dell’incontro con il Ministero del Lavoro per la “procedura di raffreddamento” prevista dalla legge.
Impegni disattesi sulla continuità occupazionale
Nel corso dell’incontro le organizzazioni sindacali hanno stigmatizzato l’assenza di Poste Italiane al tavolo di confronto ministeriale, sottolineando che l’azienda di Stato deve impegnarsi al mantenimento degli impegni presi un anno fa al Ministero dello Sviluppo Economico sulla continuità occupazionale dei lavoratori in somministrazione.
FELSA Cisl, NIDIL Cisl e UILTemp ritengono non più accettabile il permanere della condizione di precarietà lavorativa nella quale versano i 420 lavoratori somministrati in missione da circa 3 anni in Poste Italiane che si sono distinti per professionalità e continuità, in particolar modo assicurando il servizio durante i lockdown.
Il Governo richiami Poste Italiane alle proprie responsabilità
Per questo, le Organizzazioni Sindacali auspicano che il MISE si faccia garante degli impegni sottoscritti chiamando Poste Italiane alle proprie responsabilità verso i lavoratori e verso le loro famiglie, anche per evitare che si affermi un meccanismo di precarietà generale nella più grande azienda di Stato nel nostro Paese.