Nonni, si fa presto a dire festa
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Nonni, si fa presto a dire festa

E' il titolo di un articolo di "Voce" che ha intervistato Giovanna Mantelli

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Pubblicato il 2 Ottobre 2021

Gli anziani sono uno degli strumenti più potenti per la tenuta sociale del Paese. Per questo la politica deve mettere in campo azioni che siano a loro misura“. Lo afferma con forza il segretario generale dei Pensionati Cisl Giovanna Mantelli, rispondendo ad una sollecitazione del settimanale La Voce del Popolo che ha dedicato ampio spazio alla “Festa dei nonni”, ricorrenza civile istituita nel 2005.

La sindacalista invita però a riempire questa data di significati non solo emozionali e folcloristici, perché le politiche per la terza età attiva non mancano di risorse ma di progettualità.

 

 

Due gli esempi – si legge nell’articolo – che Giovanna Mantelli porta a sostegno della sua affermazioni.
Il primo: in Lombardia si sta mettendo a punto una politica socio-assistenziale del territorio fatta di tante belle intuizioni (case della comunità, ospedali della comunità, etc) che non tengono conto, però, dell’assenza di personale (medici, infermieri, assistenti sociali) a cui affidarne la gestione, con il rischio di lasciare ancora più soli gli anziani.
Il secondo: l’accesso a molte delle risorse e dei servizi messi a disposizione per fare fronte alla pandemia passa attraverso i canali informatici, “linguaggi ? continua Giovanna Mantelli ? che tanti anziani, tanti nonni non padroneggiano, con il rischio di esserne tagliati fuori”.

 

A misura di nonni

Per cercare di ridurre queste oggettive distanza e per dare alla politica gli strumenti per mettere mano ad azioni effettivamente a misura di nonno, i sindacati bresciani dei pensionati stanno portando avanti una ricerca in collaborazione con Comune di Brescia e Università Cattolica per conoscere la capacità degli anziani nell’affrontare le situazioni problematiche e verificare quali strategie di servizi mettere in campo per far fronte a eventuali criticità, “perché ? afferma Giovanna Mantelli ? politiche realmente attente a tutelare quel patrimonio costituito dagli anziani non devono limitarsi a proporre servizi, ma anche a fare sì che queste siano accessibili”.

 

Il ruolo degli anziani nel mondo del lavoro

Non è solo il mondo della politica a essere chiamato a questa attenzione. Anche quello del lavoro deve riflettere sul senso della presenza di ancora tanti nonni nel ciclo produttivo. “Presto entrerà in vigore la legge che fissa l’uscita dal mondo del lavoro tra i 67 e i 68 anni, e così questa presenza sarà sempre più evidente. Nei luoghi di lavoro gli anziani svolgono, magari senza alcun riconoscimento o specifico mandato, ruoli di tutoraggio o di formazioni dei più giovani, mettendo in pratica quel senso di solidarietà intergenerazionale che hanno appreso anche attraverso la stagione delle lotte sindacali. Tutto questo deve essere valorizzato. Questo serve alla causa degli anziani, forse più di una festa che rischia di essere solo folclore”.