Sanatoria? Un incubo, per lavoratori e datori di lavoro
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Sanatoria? Un incubo, per lavoratori e datori di lavoro

La macchina burocratica procede molto a rilento

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Pubblicato il 30 Settembre 2021

Il punto della situazione e una riflessione del presidente di ANOLF Brescia, Giovanni Punzi (al centro nella foto), sui risultati, fino ad oggi, del provvedimento di emersione del lavoro irregolare nei settori agricoltura, allevamento, zootecnia, pesca, acquacoltura, assistenza alla persona e lavoro domestico.

 

Altro che semplificazione!

La sanatoria del 2020, istituita per regolarizzare le posizioni lavorative anomale in ambito domestico (badanti e colf) e in quello del lavoro agricolo, si sta rilevando un vero incubo, sia per i lavoratori e le lavoratrici che per i datori di lavoro.

Ad oggi a Brescia, nonostante le assunzioni di lavoratori interinali presso la Prefettura, sono state lavorate solo il 14% delle 5.000 domande presentate nella strettissima finestra (1 e il 15 agosto 2020) prevista dal decreto legge.

La macchina burocratica procede molto a rilento, anche a causa di una struttura farraginosa che sembra complicare l’iter procedurale, complice anche una comunicazione non adeguata tra Prefettura e Ispettorato Territoriale Lavoro.

Altra anomalia è imputabile invece all’ATS per il rilascio della tessera sanitaria di chi è in attesa della sanatoria, in quanto viene richiesto ai cittadini in fase di regolarizzazione la documentazione circa lo stato di avanzamento della domanda, richiesta immotivata e a nostro avviso illegittima in quanto non presente in alcuna circolare/disposizione. Di fatto si nega anche il diritto alla salute, alla cura, all’assistenza.

Ancora una volta la macchina burocratica – con i suoi ritmi, le sue lungaggini, le richieste di documentazione –  fatta di carta e di parole spesso poco comprensibili, sembra essere lontana dalla realtà in cui si trovano a vivere oltre cinquemila famiglie bresciane e le persone che hanno assunto.

Altro che semplificazione! Un vero incubo, tanto che oltre ad assistere le persone che chiedono continuamente informazioni sulla loro pratica, ci troviamo nella necessità di dare quasi un  supporto psicologico a quanti si trovano nel limbo di questa assurda situazione.

Giovanni Punzi
presidente ANOLF Brescia