Sanità lombarda: insufficienti i correttivi alla legge di riforma
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Sanità lombarda: insufficienti i correttivi alla legge di riforma

Cgil Cisl Uil: avviare con urgenza il confronto per rivedere programmazione e standard delle dotazioni organiche

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Pubblicato il 14 Settembre 2021

Cgil, Cisl e Uil Lombardia, con le rispettive categorie dei Pensionati e della Funzione Pubblica, nel corso dell’audizione alla terza Commissione consiliare, hanno presentato gli emendamenti al progetto di legge per il riordino della sanità regionale.

Di fronte alla necessità di un profondo cambiamento della normativa sugli assetti delle strutture del servizio sociosanitario regionale – a partire da un riequilibrio del rapporto pubblico/privato, rafforzando la sanità pubblica, potenziando la prevenzione e la rete territoriale, rilanciando i distretti e i dipartimenti nell’Asst e i servizi rivolti alla popolazione anziana, fragile – Regione Lombardia ha scelto di intervenire solo con correttivi minimali, nonostante le indicazioni date dal Ministero della Salute ed Agenas per un necessario riallineamento alla normativa e le molte criticità presenti ancor prima dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e maggiormente acuite nel corso della pandemia.

I sindacati hanno ritenuto necessario proporre emendamenti a correzione e integrazione del progetto di legge in esame, sulle seguenti questioni di assoluta priorità:

migliorare rapporto pubblico/privato e la libertà di scelta dei cittadini con due proposte di modifica, per valorizzare lo scopo essenzialmente integrativo e cooperativo nella realizzazione dell’offerta sanitaria e sociosanitaria di erogatori pubblici e privati, prevedendo di vincolare quote di budget a contratto per prioritari e definiti obiettivi di salute pubblica;

• sviluppare e potenziare la rete territoriale e le dotazioni organiche a partire dai Distretti, dalle case della Comunità e dagli ospedali di Comunità, rimarcando il ruolo fondamentale dei Sindaci nella programmazione territoriale;

ridare ruolo centrale alla Prevenzione ricomponendo le funzioni in materia di salute pubblica, igiene, prevenzione umana, animale e ambientale, individuale e collettiva, diversamente da una scelta di Regione Lombardia che mantiene la frammentazione delle strutture e dell’attività preventive a tutela dell’individuo e della collettività e senza superare le attuali e persistenti inefficienze;

introdurre l’adeguamento degli standard di accreditamento di Rsa e Asp  partire dai minutaggi di assistenza ormai datati e non rispondenti ai reali bisogni degli ospiti; sviluppare una filiera di servizi rivolti agli anziani che favoriscano la permeanza nel loro ambiente di vita; intervenire sulla trasparenza nella compartecipazione alla spesa da parte delle famiglie e la sostenibilità delle rette, nonché adeguare la quota sanitaria regionale in linea con i Lea.

 

Sul personale sanitario e sociosanitario, risorsa determinante senza la quale nessuna riforma può essere avviata, oltre agli investimenti in assunzioni e formazioni si è richiesto di avviare con urgenza il confronto per rivedere la programmazione e gli standard delle dotazioni organiche.