Congresso provinciale della CISL il 3 e 4 marzo 2022 – (1)
TORNA INDIETRO

Congresso provinciale della CISL il 3 e 4 marzo 2022 – (1)

Sarà il terzo appuntamento da quando la Cisl è tornata a ricomprendere per intero il territorio provinciale

2 min per leggere questo articolo

Pubblicato il 13 Settembre 2021

Convocato il Congresso della Cisl bresciana. Il Consiglio generale dell’organizzazione, riunito questa mattina in presenza dopo un anno e mezzo di incontri on line, lo ha messo a calendario nelle giornate del 3 e 4 marzo 2022. L’assemblea dei quasi cento delegati che nel Consiglio rappresentano le Categorie attraverso cui si articola l’attività della Cisl, ha anche votato i regolamenti congressuali.

Dopo gli adempimenti legati a quello che sarà il terzo Congresso da quando la Cisl è tornata a ricomprendere per intero il territorio provinciale, il Consiglio è proseguito con la relazione introduttiva del segretario generale  Alberto Pluda.

 

Lavoratori e vaccinazioni

Il leader sindacale ha dedicato ampia parte del suo intervento per fare il punto sulla questione vaccini. Ha ricordato l’accordo ampiamente disatteso dal sistema delle imprese per favorire la vaccinazione dei lavoratori, tant’è che un lavoratore su quattro è  ancora in attesa della prima vaccinazione e uno su due non l’ha ancora completata. Pluda ha ribadito con forza che la Cisl è assolutamente favorevole all’estensione del Green Pass, come è anche pronta a sostenere l’introduzione dell’obbligo vaccinale: “La vaccinazione è un dovere morale e civile verso sé e gli altri, l’arma migliore per sconfiggere il virus e uscire dalla crisi sanitaria ed economica”.

 

Economia in ripresa con diverse ombre 

Riferendo gli indicatori economici che assegnano al nostro territorio le migliori performance del periodo a livello regionale, il segretario generale della Cisl ha parlato anche delle ombre rappresentate dalla lentezza del recupero dell’occupazione (e all’interno della questione le difficoltà dei giovani e delle donne a trovare risposte nel mercato del lavoro), dalla ripresa degli infortuni, dalla preoccupazione per lo scadere a fine ottobre della proroga del blocco dei licenziamenti.

 

Multinazionali e delocalizzazioni

Riferendosi alla vicenda della Timken di Villa Carcina (apprezzando in proposito la recente iniziativa annunciata da Confindustria Brescia) e della Gianetti Ruote che ha uno stabilimento produttivo a Carpenedolo, Pluda ha ribadito – pur contrario a divieti o penalizzazioni che finirebbero solo per scoraggiare gli investimenti –  che è inaccettabile che l’impresa che decide di lasciare il Paese e licenziare si limiti a pagare l’indennità di mobilità: “Deve diventare vincolante un percorso in cui l’azienda è obbligata a confrontarsi con le parti sociali e le autorità pubbliche per garantire soluzioni alternative e accompagnare i dipendenti nei processi di reindustrializzazione“.

 

Costruire nuove alleanze

Ripartire – ha aggiunto Pluda è il verbo del momento, ‘come ripartire‘ è ciò su cui siamo chiamati a concentrare il nostro lavoro”, costruendo nuove alleanze per dare forza sul territorio – provinciale e regionale – a rivendicazioni condivise, per intervenire, insieme, sull’utilizzo delle risorse del PNNR, sulle politiche fiscali e di bilancio, sulle politiche per uno sviluppo sostenibile, sulle politiche di welfare.

E sulla riforma della sanità lombarda, tema delicatissimo dopo i drammatici fallimenti organizzativi a cui si è dovuto assistere con lo scoppio della pandemia: “Occorre restituire alla prevenzione un ruolo centrale nel Servizio sanitario, occorre ripristinare una garanzia di prossimità, facilità di accesso ai servizi e continuità delle cure, innovazione dei modelli di servizio e residenzialità sociosanitaria; ma occorre anche rivedere il rapporto pubblico/privato, e fare investimenti sul personale e sulle professioni del sistema sociosanitario“.

 

Sulla relazione del segretario generale si è aperto un ampio dibattito.