Donne e lavoro, dati preoccupanti
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Donne e lavoro, dati preoccupanti

L'occupazione femminile ha perso nel bresciano 9 punti percentuali

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Pubblicato il 8 Settembre 2021

Continua l’approfondimento che il quotidiano Bresciaoggi dedica da alcuni giorni ai più recenti dati ISTAT sull’occupazione. Dopo avere analizzato la questione del lavoro giovanile, il quotidiano affronta oggi il tema del lavoro delle donne.

 

Le rilevazioni, scrive Bresciaoggi, parlano chiaro: le donne under 30 in provincia di Brescia fra il 2019 e il 2020 hanno perso nove punti percentuali in termini di occupazione (da 43,9 a 34,9 per cento). Nell’articolo il cronista riporta tra le altre le dichiarazioni del segretario generale della CISL, Alberto Pluda:

“La nostra provincia è una delle più industrializzate, ma sull’occupazione femminile siamo sotto i parametri stabiliti nei trattati europei. Dopo la maternità, le donne si trovano ancora a dover scegliere fra famiglia e lavoro perché mancano servizi che possano aiutare a conciliare i tempi famiglia-lavoro, perché si dà ancora per scontato che siano loro soltanto a dover accudire i figli mentre gli uomini possono dedicarsi al lavoro e alla carriera”.

L’inversione di tendenza non sembra dietro l’angolo perché si tratta di “un cambiamento culturale alla radice che possa dare alle giovani donne la stessa dignità lavorativa dei colleghi maschi”.

 

Pluda allarga poi il ragionamento al collegamento tra percorsi formativi e lavoro: “A Brescia, come nel resto del Paese, si fatica a costruire un modello scolastico in grado di recuperare il disallineamento fra mondo del lavoro e formazione”.

“Mancano poi vere agenzie di collocamento in grado di orientare i lavoratori, i salari sono bassi e non aiutano i giovani a crearsi da soli una famiglia e la flessibilità, che sembrava la risposta a tutti i problemi, è diventata estrema precarietà”.