Benaglia (Fim Cisl): Chi sposta le produzioni paghi
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Benaglia (Fim Cisl): Chi sposta le produzioni paghi

Ci deve essere un confronto con le parti sociali e le autorità pubbliche per garantire soluzioni alternative

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Pubblicato il 3 Settembre 2021

L’impresa che decide di lasciare il Paese e licenziare non può limitarsi a pagare l’indennità di mobilità. Ci deve essere una discussione e un confronto con le parti sociali e le autorità pubbliche per garantire soluzioni alternative e accompagnare i dipendenti nei processi di reindustrializzazione. Chi sposta la produzione deve pagare, come succede in tutta Europa.

È un passaggio dell’intervista che il quotidiano La Stampa ha fatto al segretario nazionale dei metalmeccanici della Cisl, Roberto Benaglia.

Al centro del dialogo le scelte di alcune multinazionali che hanno improvvisamente comunicato la cessazione dell’attività in alcuni stabilimenti italiani.

Il pensiero, nella nostra provincia, va subito alla Timken di Villa Carcina e all’unità produttiva della Gianetti Ruote a Carpenedolo, mentre a livello nazionale le vicende più recenti sono quelle della Gkn e della Whirlpool, che dopo la fine del blocco dei licenziamenti hanno avviato le procedure di mobilità per centinaia e centinaia di lavoratori.

 

Leggi QUI l’intervista al leader FIM Cisl