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Da Brescia al flash mob per la sicurezza
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Da Brescia al flash mob per la sicurezza

Una delegazione della Filca Cisl provinciale ieri a Bergamo per l'iniziativa sindacale unitaria

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Pubblicato il 27 Maggio 2021

Un dramma sociale che deve diventare priorità per il Paese. Con questo obiettivo i sindacati dei lavoratori dell’edilizia hanno realizzato ieri in sei città italiane un flash mob per richiamare l’attenzione generale sui temi della sicurezza nei luoghi di lavoro, dopo la serie di infortuni mortali che si è registrata in diversi territori.

Le manifestazioni unitarie sono avvenute in contemporanea a Roma, Ancona, Napoli, Palermo, Alessandria e a Bergamo. Nella città orobica era presente anche una delegazione Filca Cisl Brescia guidata da Sara Piazza, segretario provinciale della categoria; nella centralissima piazza Vittorio Veneto è stato srotolato un striscione e uno street artist ha realizzato un’opera dedicata al tema.

 

Nei cantieri tante irregolarità e pochi controlli

I cantieri restano tra i luoghi più colpiti dagli infortuni. Nei primi due mesi dell’anno si è registrato a livello nazionale un incremento del 70% degli infortuni mortali rispetto allo stesso periodo del 2020. I controlli sono pochi, tantissime le irregolarità. Secondo l’ultimo Rapporto dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro il 53% delle irregolarità viene rilevato proprio nei cantieri.

 

Le cose da fare

Nei cantieri edili serve un’attenzione costante alla questione della salute e della sicurezza, non solo quando si verificano tragedie come quelle delle ultime settimane. Crediamo non siano più rinviabili l’attuazione della Patente a Punti per la selezione e la qualificazione delle imprese. Servono sia l’emanazione del decreto attuativo del Durc di Congruità, che un incremento dell’organico preposto alla vigilanza e il rafforzamento delle sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro, come anche la valorizzazione dei nostri Enti Bilaterali e dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) da sempre impegnati sui cantieri. Resta importante anche il riconoscimento dell’edilizia come lavoro usurante per garantire l’uscita anticipata e il pensionamento”, hanno aggiunto i sindacalisti.

 

Le cose da non fare

La manifestazione è stata anche l’occasione per tornare a lanciare l’allarme sulla deregolamentazione del Codice Appalti inserita nell’ultimo Decreto Semplificazioni: liberalizzare il subappalto e non applicare il codice non significa snellire la burocrazia bensì favorire la concorrenza sleale e ridurre le tutele, a scapito anche della salute e sicurezza dei lavoratori edili. Consideriamo grave e sbagliato l’orientamento che il Governo sembrerebbe prendere con questo decreto: aprirebbe solo la strada a riduzione dei diritti per chi lavora sugli appalti, scarsa qualità del lavoro, scarsa qualità delle opere, maggiore insicurezza nei cantieri e, infine, rischio di alimentare corruzione e illegalità”.