Immigrazione: burocrazia in confusione
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Immigrazione: burocrazia in confusione

Punzi (ANOLF Brescia): ad una anno dalla presentazione delle domande di regolarizzazione ancora gravissimi ritardi

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Pubblicato il 11 Maggio 2021

Sarebbe gravissimo negare il permesso di soggiorno e lasciare nell’irregolarità cittadini stranieri la cui domanda di regolarizzazione, ad un anno dalla presentazione, non è stata esaminata, e a cui nel frattempo è scaduto, senza rinnovo, il contratto di lavoro. Non è possibile caricare su queste persone i ritardi dovuti alla burocrazia e alla pandemia”.

La preoccupata presa di posizione di Cgil Cisl Uil a livello nazionale trova la piena condivisione di ANOLF Brescia a livello locale.

Anche a Brescia registriamo notevoli ritardi nell’esaminare le domande di emersione – afferma Giovanni Punzi, presidente dell’Associazione – ed è davvero singolare che ad un anno dalle presentazione delle domande di emersione i lavoratori, le lavoratrici e i datori di lavoro siano ancora nell’incertezza di conoscere se e quando questa richiesta verrà accolta. Altro aspetto burocratico da non sottovalutare sono le competenze dei vari Istituti che devono esaminare le domande e che dopo un anno, forse, iniziano a dialogare prima di respingere le richieste e costringere i soggetti interessati a presentare il relativo ricorso.”

 

La circolare del Ministero

Cgil Cisl Uil contestano la recente circolare del Ministero dell’Interno che dispone di negare la regolarizzazione agli immigrati il cui contratto a tempo determinato non venisse rinnovato o che non siano nella possibilità di trovare un nuovo datore nel momento del perfezionamento della domanda presso lo sportello unico per l’immigrazione.

Una circolare che è in contrasto sia con il Testo unico sull’immigrazione (art. 22), sia con l’art.103 del DL 34/2020, in cui si dispone che in questi casi debba essere concesso ai lavoratori stranieri un permesso temporaneo per attesa occupazione. “Facciamo notare – scrivono i sindacati in una nota – che una circolare dello stesso Viminale del 17.11.2020 aveva previsto la possibilità del rilascio di un permesso nel caso una domanda non fosse formalizzata per cause estranee alla volontà del cittadino straniero. Chiediamo dunque al Ministero dell’Intero di modificare la circolare in modo da garantire l’emersione dall’irregolarità e dal lavoro nero di migliaia di lavoratori e lavoratrici stranieri/e, altrimenti condannati a restare invisibili e senza diritto alcuno”.