Banche, troppa smania di maxifusioni
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Banche, troppa smania di maxifusioni

Uno studio della First Cisl evidenzia i problemi di una strategia che penalizza lavoro e utenti

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Pubblicato il 8 Maggio 2021

Secondo un’analisi della First Cisl, la federazione dei lavoratori bancari, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Mps e Bper hanno visto salire il risultato netto di gestione del 54,9% a 4,95 miliardi, mentre è sceso dal 54,5 al 51,5% il rapporto tra costi e ricavi, in seguito a un evidente calo dell’occupazione e del numero di sportelli.

Per First Cisl la smania di maxifusioni che attraversa il settore bancario non ha dunque giustificazioni reali.

Nel primo trimestre 2021 l’aumento di valore per dipendente è salito del 7,5% rispetto al primo trimestre del 2020 per via di una «ulteriore riduzione dei costi operativi (-3%) ottenuta con un ulteriore taglio del numero dei dipendenti e degli sportelli, scesi rispettivamente del 3,3% e del 2,2%.

Ulteriori fusioni ridurrebbero in modo pesantissimo l’occupazione e la presenza di sportelli sul territorio.