Conad potrebbe rilevare 20 punti vendita ex Despar
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Conad potrebbe rilevare 20 punti vendita ex Despar

L'interessamento è ufficiale. Ma il sindacato suona la sveglia all'azienda: chieda subito gli ammortizzatori sociali

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Pubblicato il 21 Aprile 2021

Una proprietà in confusione e centinaia di lavoratori e famiglie delusi e disperati. “Nell’incontro di oggi in Prefettura sulla crisi del Gruppo L’Alco – racconta Paolo Tempini, segretario generale della Fisascat Cisl provinciale – è emersa ancora una volta da parte della proprietà un’approssimazione davvero preoccupante. Sembra che i lavoratori e il loro destino sia l’ultima delle sue preoccupazioni”.

Il Gruppo L’Alco controlla i marchi Despar, Eurospar, Interspar e Cash&Carry Alta Sfera, con 700 dipendenti distribuiti in più di 40 punti vendita in Lombardia, la maggioranza a Brescia e provincia, altri a Bergamo, Pavia, Lodi, Milano e Monza.

 

CHI ERA PRESENTE ALL’INCONTRO?

L’incontro è avvenuto in Palazzo Broletto, presieduto dal vice prefetto Stefano Simeone. Per l’azienda erano presenti l’amministratore delegato Giuseppe Conter e il consulente del lavoro Sergio Faini; per i rappresentanti dei lavoratori c’erano i segretari delle federazioni di categoria e quelli confederali (Paolo Tempini per Fisascat e Paolo Reboni per Cisl), oltre ad alcuni delegati.

 

COSA È EMERSO DI NUOVO

Sollecitato dal vice prefetto a fornire un aggiornamento rispetto alle precedenti riunioni, l’amministratore delegato del Gruppo L’Alco ha nuovamente insistito sulle difficoltà del momento, ha confermato l’interesse ufficiale del Gruppo CONAD a rilevare una ventina di punti vendita rioccupando i dipendenti dei negozi che andrebbe ad acquisire, ha ripetuto che c’è interessamento da parte di altre società che ad oggi però non si sono tramutati in offerte vere e proprie.

 

COSA HA CHIESTO IL SINDACATO

Abbiamo preso atto delle dichiarazioni della proprietà – spiega Tempini – ma abbiamo anche detto all’amministratore delegato che è intollerabile il ritardo con cui l’azienda affronta la procedura di richiesta della cassa integrazione straordinaria. Avendo annunciato l’intenzione di presentare per due delle tre società del Gruppo la richiesta di concordato preventivo, quella della cassa integrazione è l’unica, ultima strada per garantire ai lavoratori un minimo di reddito”.

 

COSA SUCCEDE ADESSO

La partita degli arretrati e dei ritardati pagamenti degli stipendi resta un argomento sospeso vista la procedura concorsuale avvisata dall’azienda. Occorre velocizzare il percorso degli ammortizzatori sociali e le relative politiche attive per il lavoro.

Il vice prefetto si è reso disponibile per quello che è nelle specifiche competenze e possibilità della Prefettura, di farsi parte attiva anche con il Tribunale di Brescia per l’autorizzazione alla presentazione delle pratiche per la cassa integrazione straordinaria.

E ha richiamato l’amministratore delegato a fornire dati aziendali precisi e puntuali su organici e punti vendita, ed ha ribadito l’importanza in situazioni come questa, della trasparenza e della correttezza delle informazioni, auspicando puntualità sulle notizie necessarie a dare tranquillità a centinaia di lavoratori e alle loro famiglie.