Il grido d’aiuto degli 8.000 stagionali agricoli bresciani
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Il grido d’aiuto degli 8.000 stagionali agricoli bresciani

“Dimenticati” dal piano di aiuti del Governo si trovano oggi in una situazione di oggettiva povertà

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Pubblicato il 10 Aprile 2021

Dei 12mila lavoratori del settore agricolo nel Bresciano, quasi due terzi sono quelli assunti stagionalmente con contratti a termine.

Per loro, contrariamente a quanto avvenuto ad esempio per gli stagionali del turismo, il Decreto sostegni del Governo non prevede alcuna forma di aiuto. Sono lavoratori che avendo perso tra il 2020 e questi primi mesi del 2021 una enorme quantità di giornate di lavoro si trovano oggi in una situazione di oggettiva povertà.

Per queste regioni, pur rispettando le restrizioni imposte dalle norme anti Covid, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil provinciali hanno dato vita questa mattina ad un presidio di protesta davanti all’ingresso della Prefettura.

Per la Fai Cisl erano presenti segretario generale e operatori della Categoria, ai quali si è aggiunto il segretario regionale Cavalleri; in segno di solidarietà e di vicinanza di tutta l’organizzazione ha partecipato al presidio anche il segretario provinciale della Cisl Alberto Pluda

 

La delegazione ricevuta in Prefettura

I segretari generali di Flai, Fai e Uila – Enrico Nozza Bielli, Rossella Gazzaretti e Michele Saleri – sono stati ricevuti in Palazzo Broletto da Anna Frizzante, vice prefetto aggiunto, alla quale hanno illustrato le ragioni della protesta e le richieste dei lavoratori: la garanzia per l’anno 2020, ai fini della tutela assistenziale e previdenziale, delle stesse giornate di lavoro svolte nel 2019; il bonus per gli stagionali dell’agricoltura e la sua compatibilità con il reddito di emergenza; l’estensione della Naspi ai dipendenti a tempo indeterminato di imprese cooperative e dei loro consorzi.

Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil intendono anche avanzare la richiesta di riconoscere la “clausola sulla condizionalità sociale” nella Politica agricola comune (PAC), per fare in modo che i contributi europei vadano solo a chi rispetta i contratti di lavoro e le leggi sociali. Rinnovano inoltre la loro ferma contrarietà al tentativo di semplificare ancora di più l’uso dei voucher in agricoltura, con gravi ricadute sulle tutele e i diritti dei lavoratori.

 

Una problematica che deve avere la giusta e dovuta attenzione

Comprendendo le motivazioni all’origine della manifestazione, la dott.ssa Frizzante ha assicurato che trasmetterà al Governo la documentazione consegnatagli dicendosi certa che la problematica riceverà la giusta e la dovuta attenzione.