Amazon, il sorriso sta solo sopra la scatola
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Amazon, il sorriso sta solo sopra la scatola

Calcolata in oltre il 90% l'adesione al primo sciopero nazionale di driver e precari

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Pubblicato il 22 Marzo 2021

Adesione molto alta il Lombardia allo sciopero degli autisti e dei lavoratori in somministrazione e a tempo determinato di Amazon. Dalle informazione raccolte nei sette centri Amazon presenti nella nostra regione, compreso quello bresciano aperto da sei mesi a Castegnato, ha aderito allo sciopero oltre il 90% dei lavoratori.

I sorrisi, in casa Amazon, stanno solo sopra le scatole. Dopo un anno passato a lavorare in condizioni critiche, mettendo a rischio la propria incolumità per garantire il rifornimento e la consegna delle merci – si legge in una nota delle organizzazioni sindacali dei trasporti e del lavoro atipico di Cgil Cisl Uil – i lavoratori di Amazon chiedono il riconoscimento del loro ruolo e del loro operato e non la concessione di un’inutile quanto paternalistica “mancia”.

I lavoratori hanno scioperato perché finalmente siano verificati i carichi e ritmi di lavoro e che il turno possa diventare un elemento della contrattazione per garantire i tempi di vita-lavoro e contribuire a condizioni di rispetto della salute e della sicurezza. La protesta ha ricompreso le richieste di stabilizzazione del precariato, per vedere applicata la clausola sociale in caso di cambio appalto, per ottenere finalmente che si discuta di un premio di risultato, perché le performance di Amazon non dipendono da un algoritmo ma da tutte le migliaia di lavoratori che quotidianamente svolgono bene il loro lavoro.

“Negli ultimi anni – concludono Fit Cisl, Filt Cgil e Uiltrasporti – in ambito regionale abbiamo cercato far rispettare l’applicazione del contratto garantendo cambi appalto senza perdite occupazionali, il corretto inquadramento dei lavoratori e contrattando sull’orario di lavoro; molto deve essere ancora fatto, soprattutto sui carichi di lavoro e retribuzione. Lo sciopero di oggi rappresenta un punto di svolta importante dopo il quale l’azienda non potrà continuare a far finta di nulla“.