Vaccini nei luoghi di lavoro? Gli annunci, sbagliati, di Regione Lombardia
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Vaccini nei luoghi di lavoro? Gli annunci, sbagliati, di Regione Lombardia

Occorrono iniziative coerenti con le intese nazionali

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Pubblicato il 5 Marzo 2021

Ancora parole in libera uscita da Palazzo Lombardia: l’assessore alla Sanità Letizia Moratti e il commissario-consulente della Giunta di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, si sono lasciati andare ad una nuova puntata virtuale del piano vaccinale lombardo. “Questa volta – scrivono Cgil Cisl Uil – si tratta della somministrazione dei vaccini ai lavoratori direttamente all’interno di fabbriche, capannoni, uffici, cantieri. Addirittura si ipotizza l’adozione entro settimana prossima di una delibera già operativa”.

E tutto avviene in un crescendo di attese e preoccupazioni dei cittadini lombardi dovute alle evidenti difficoltà di un programma di vaccinazione che apre ogni giorno nuovi fronti senza, ad oggi, avvicinarsi nemmeno lontanamente agli obiettivi di vaccinazione presentati all’inizio di febbraio.

Vorremmo ricordare all’assessore e al commissario-consulente – si legge in una nota delle organizzazioni sindacali – che i lavoratori hanno una voce e si esprimono attraverso le loro rappresentanze sindacali, a partire da quelle presenti negli stessi luoghi di lavoro”.

 

Cgil Cisl Uil sottolineano inoltre che l’organizzazione, la gestione dei rapporti di lavoro, la salute e sicurezza dei lavoratori, compresa ogni forma di trattamento sanitario, sono regolate, oltre che dalle leggi, dai contratti e dagli accordi stipulati tra i sindacati dei lavoratori e le associazioni di impresa.

Se non ne fosse a conoscenza informiamo l’assessore – prosegue la nota sindacale – , che proprio ieri, con il Ministro del Lavoro e della Salute si è aperto il confronto tra Governo e Parti sociali per verificare e condividere le condizioni di praticabilità di un piano nazionale di vaccinazione nelle aziende, che richiederà la condivisione di una indispensabile preventiva integrazione dei protocolli anti-Covid sottoscritti nel 2020.

Per tutto questo pretendiamo che ogni iniziativa di carattere regionale, mirata a far partire una campagna vaccinale nei luoghi di lavoro, sia solo in attuazione e quindi pienamente coerente con le intese che il governo nazionale e le parti sociali dovessero definire nei prossimi giorni sulla materia e con i nuovi protocolli integrativi che saranno eventualmente sottoscritti.

Così come chiediamo con forza che Regione Lombardia apra un preventivo confronto con i rappresentanti dei lavoratori e delle imprese per concordare e definire tempi, modalità, criteri, strumenti applicativi e informativi dell’attuazione, nel nostro territorio, di quanto sarà concordato e definito nel confronto nazionale”.