Italcementi, scontento tra i lavoratori
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Italcementi, scontento tra i lavoratori

Alla Cementeria di Rezzato-Mazzano le assemblee evidenziano un malcontento generale

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Pubblicato il 17 Febbraio 2021

Stato di agitazione e sciopero. Così hanno deciso le assemblee dei lavoratori della Cementeria di Rezzato-Mazzano di Italcementi (foto dal sito aziendale). Come è perché si è arrivati a queste decisioni lo ricostruisce un comunicato stampa diffuso da Fillea Cgil e Filca Cisl.

 

Nella giornata di martedì 16 febbraio 2021 ci sono svolte le assemblee dei lavoratori per presentare e condividere l’esito dell’accordo nazionale sottoscritto con Italcementi S.p.A. in data 27 gennaio che definisce positivamente la vicenda del centro ricerca di Bergamo e le problematiche interne al sito produttivo.

I lavoratori della Cementeria di Rezzato hanno valutato positivamente la scelta dell’azienda, avvenuta a livello nazionale, di destinare l’1% del risultato aziendale annuo a iniziative e investimenti materiali e immateriali su ricerca e innovazione (ricerca, formazione, gestione dei brevetti e proprietà intellettuale, macchinari, nuove tecnologie, servizi, materiali destinati al Green, finanziamenti, bandi, borse di studio, ecc.).

Nelle stesse assemblee sono altresì emerse a parere unanime marcate criticità sulle modalità di gestione e sui comportamenti tenuti dalla direzione di Italcementi Rezzato nei confronti dei lavoratori, carenze sulle modalità di comunicazione e un malcontento generale diffuso nei vari reparti riguardanti problematiche sull’organizzazione del lavoro e sui vari interventi.

Le segreterie territoriali the Fillea Cgil e Filca Cisl di Brescia sottolineano che uno degli elementi cardine della gestione debba essere un clima aziendale che poggi sul rispetto reciproco tra persone.

Pertanto si condivide nelle assemblee dei lavoratori della Cementeria di Rezzato di indire lo stato di agitazione e di proclamare uno sciopero da articolarsi con le modalità che si riterranno più opportune nei prossimi giorni, con relativo presidio davanti i cancelli dello stabilimento, a sostegno della dignità delle maestranze che da anni prestano la loro attività.