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Contratti, successi e complicazioni
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Contratti, successi e complicazioni

Siglati i rinnovi per occhialeria, ceramiche e cooperazione alimentare. Ancora in salita quello dei metalmeccanici

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Pubblicato il 10 Dicembre 2020

Negli ultimi giorni diverse trattative aperte per il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro sono arrivate ad una positiva conclusione. Sono state siglate le ipotesi di accordo per il contratto dei lavoratori della cooperazione alimentare, per quelli del settore occhiali e occhialeria e per i lavoratori
delle industrie ceramiche, piastrelle e materiali refrattari: per ognuno di questi rinnovi trovate un link di approfondimento al piede della notizia.

Continua invece il confronto per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici; ai giornalisti che ieri chiedevano previsioni sulla chiusura del confronto il segretario generale della Fim Cisl, Roberto Benaglia, ha risposto che “più che previsioni è il momento di mettere in campo capacità negoziale e la creazione di soluzioni utili alla più grande categoria del settore manifatturiero”, invitando “Federmeccanica e Assistal ad altrettanta apertura e disponibilità per far sì che si evidenzino concreti passi in avanti”.

 

L’analisi del presidente del CNEL

 

Una riflessione complessiva su questa stagione contrattuale è venuta da Tiziano Treu, giuslavorista e presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro:

“Le trattative contrattuali nazionale in corso in questi mesi sono state e sono particolarmente complicate: molti contratti fanno fatica ad essere rinnovati anche perché c’è una stretta non solo fisica della pandemia, ma anche economica. Ciò non toglie che i contratti vanno rivisti e rinnovati.

Naturalmente è, come sempre, una questione di equilibrio: le capacità delle aziende di pagare le retribuzioni sono spesso messe in discussione e poi abbiamo un’inflazione a zero e le regole concordate della contrattazione, fino all’altro ieri, indicano che i Contratti nazionali di lavoro per la parte retributiva di base devono tenere conto del recupero dell’inflazione.

Alcuni dei contratti rinnovati fino ad oggi prevedono aumenti salariali nazionali sulla base della produttività e non c’è dubbio che gran parte della dinamica retributiva adotterà questo parametro; bisognerà trovare il modo di coinvolgere su di essa anche le piccole e medie imprese: la contrattazione territoriale può essere lo strumento per farlo”.