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Antinfluenzale, incertezza e confusione
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Antinfluenzale, incertezza e confusione

Cisl Brescia e Fnp tornano a denunciare la colpevole approssimazione con cui viene gestita - o meglio, non gestita - la campagna

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Pubblicato il 2 Dicembre 2020

La Cisl rappresenta 90.000 bresciani, cittadini e ai lavoratori che pagano le tasse fino all’ultimo centesimo, che hanno tutto il diritto di esigere risposte mettano fine alla inaccettabile situazione della campagna vaccinale antinfluenzale”.

Una presa di posizione netta quella di Maria Rosa Loda, componente della Segreteria Cisl Brescia con delega ai temi della sanità e del welfare, e di Giovanna Mantelli della Segreteria della Federazione provinciale dei Pensionati Cisl.

 

Antinfluenzale, incertezza e confusione

“Avevamo denunciato a più riprese sia direttamente all’ATS della nostra provincia che attraverso il nostro sito, la pesante la situazione relativa alla campagna vaccinale antinfluenzale nella nostra Regione

In tempi non sospetti avevamo evidenziato le principali lacune verificate sul territorio quali:

– la mancata adesione alla campagna vaccinale di una parte dei medici di medicina generale;
– la scarsa distribuzione dei vaccini ai medici che avevano aderito;
– la difficoltà ad effettuare la prenotazione del servizio attraverso i call center o le piattaforme informatiche;
– la dislocazione logistica delle sedi vaccinali spesso distanti dal luogo residenza del richiedente.

E’ notizia di questi giorni che la situazione è notevolmente peggiorata. Persone anziane e fragili che a macchia si sono recate agli appuntamenti faticosamente conquistati, rispedite a casa per la mancanza delle dosi mai consegnate dalla Regione.

Come Cisl bresciana, insieme alla Federazione provinciale dei Pensionati Cisl, prendiamo atto che Regione Lombardia, oltre ad ammettere le sue mancanze senza porvi un serio rimedio, tenta di rabberciare soluzioni confuse e pasticciate, come la possibilità per i cittadini per cui è fortemente raccomandata la vaccinazione antinfluenzale di rivolgersi alle strutture sanitarie private; con quali condizioni (strutture indicate dall’ATS? a pagamento? rimborsate?) non è dato sapere. Una vera e propria ammissione di colpevole approssimazione di Regione Lombardia, e al contempo una sconfitta del sistema della sanità pubblica.

E’ questo il modo di gestire la sanità pubblica? E’ questo il modo di gestire uno dei beni più preziosi per i cittadini e costituzionalmente previsto in una regione che si vanta di essere la locomotiva del Paese e uno dei motori dell’Europa?

Cercando di mettere pezze a destra e sinistra, Regione Lombardia non fa altro che amplificare incertezza e confusione fra le fasce della popolazione che dovrebbero essere maggiormente tutelate e aiutate.

La Cisl rappresenta 90.000 bresciani, cittadini e lavoratori che pagano le tasse fino all’ultimo centesimo, che hanno tutto il diritto di esigere risposte che mettano fine alla inaccettabile situazione lombarda della campagna vaccinale antinfluenzale”.