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Multiservizi, lavoratori penalizzati
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Multiservizi, lavoratori penalizzati

Da 7 anni attendono il rinnovo del contratto

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Pubblicato il 5 Ottobre 2020

Nel dramma della pandemia i lavoratori delle imprese multiservizi che assicurano le pulizie e la sanificazione degli ambienti pubblici sono diventati indispensabili per il contrasto alla diffusione del COVID-19. Sono donne e uomini che ogni giorno affrontano situazioni critiche senza alcun riconoscimento dai datori di lavoro, con un contratto scaduto ormai da 7 anni.

 

ASSEMBLEA IN VIDEOCONFERENZA PER NUOVE INIZIATIVE DI PROTESTA

Per tutte queste ragioni Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltrasporti daranno vita mercoledì 7 ottobre ad un attivo unitario in videoconferenza con delegate e delegati di tutte le regioni e le province: si discuterà delle condizioni degli appalti e del lavoro nell’emergenza sanitaria, e si definiranno le iniziative a sostegno del rinnovo del contratto nazionale.

 

 

600.000 ADDETTI, BASSI SALARI E APPALTI FALSATI

Il settore multiservizi occupa in Italia 600mila addetti, prevalentemente donne; l’ultimo adeguamento economico dei loro stipendi risale al 2013,  aggravando la condizione economica dei lavoratori, già fortemente caratterizzata da part time involontari a poche ore settimanali, con bassi salari e un’alta mobilità dettata dagli appalti su più cantieri.