Sanità privata, sciopero nazionale
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Sanità privata, sciopero nazionale

A Brescia un presidio molto partecipato nel centro della città.

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Pubblicato il 16 Settembre 2020

Gli scioperi nella sanità non sono come tutti gli altri. Prima ancora che per Legge, è il senso di responsabilità di chi lavora negli ospedali, nelle cliniche, negli ambulatori o nelle case di riposo che non fa mai venire meno l’assistenza.

Per questo non si riesce a tradurre in numeri l’adesione alle proteste che riguardano la sanità. Ma lo sciopero di oggi dei lavoratori della sanità privata ha mandato anche visivamente un segnale di partecipazione davvero importante.

 

MASCHERINE E DISTANZE RISPETTATE
CON UNA PARTECIPAZIONE OLTRE LE ATTESE

Pur rispettando tutte le indicazioni della Questura per i protocolli anti-Covid, il presidio che s’è tenuto in Largo Formentone, all’ombra del Palazzo della Loggia, ha occupato tutti gli spazi disponibili. Un segnale forte della rabbia dei lavoratori per il comportamento di Aris e Aiop (le associazioni datoriali, religiosa e laica, della sanità privata) che non hanno ancora ratificato il rinnovo di un contratto di lavoro fermo da 14 anni.

 

È QUESTIONE DI DIGNITÀ E DI GIUSTIZIA

Non è “solo” una questione di soldi, non si tratta “solo” di ottenere lo stesso trattamento che hanno i lavoratori della sanità pubblica. Sul tavolo di una trattativa infinita ed estenuante c’è il riconoscimento della dignità e del ruolo fondamentale degli operatori della sanità privata nella funzionalità delle strutture e negli standard delle prestazioni, nell’ordinarietà del quotidiano di un ospedale come nella straordinarietà della pandemia.

Lo sciopero di oggi segna un’ulteriore inasprimento della vertenza. Se non ci sarà da parte di Aris e Aiop l’attesa svolta, si andrà inevitabilmente ad un blocco più pesante delle attività.

In piazza, a fianco dei lavoratori e della Segreteria della Cisl FP guidata da Angela Cremaschini, anche la Segreteria provinciale della Cisl.

 

PLUDA (CISL): ARIS E AIOP STANNO CALPESTANDO LA COSTITUZIONE

Intervenendo anche a nome di Cgil e Uil, il segretario generale della Cisl, Alberto Pluda, ha ricordato che il contratto non è una pretesa dei lavoratori, “è un diritto costituzionale perché è nel contratto che si definisce il contenuto dell’articolo 36 della nostra Carta fondamentale, quello in cui si parla di una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro, e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa’.

Siamo dunque di fronte a soggetti privati che ricevono cospicui finanziamenti pubblici che pensano di poter calpestare la Costituzione. Noi lo denunciamo e non intendiamo permettere che questa vergogna si trascini oltre.

Il tentativo di Aiop, che è la Confindustria del settore, quella che associa le imprese laiche della sanità privata, di aggirare il contratto andando a riconoscere direttamente ai lavoratori gli aumenti concordati ma mai sottoscritti, tradisce ulterirmente il comportamento antisindacale di questa rappresentanza datoriale.

La grande partecipazione di oggi allo sciopero è la risposta più eloquente ai signori della sanità privata: senza contatto sarà mobilitazione continua e tutto il sindacato confederale è e sarà a fianco dei lavoratori e delle categorie che li rappresentano”.