Sanità privata, lavoratori in rivolta
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Sanità privata, lavoratori in rivolta

Mercoledì 16 settembre sciopero e manifestazione in centro a Brescia. Da 14 anni i padroni della sanità privata si rifiutano di sottoscrivere il contratto di lavoro.

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Pubblicato il 14 Settembre 2020

Non ci sarà il corteo previsto inizialmente (le norme anti Covid non lo consentono) ma i lavoratori della sanità privata a Brescia e provincia tornano ugualmente in piazza mercoledì 16 settembre per ottenere un contratto che viene loro negato da 14 anni.

La manifestazione avverrà in concomitanza alla giornata di sciopero nazionale proclamata da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

Sono 4.763 i lavoratori delle 17 strutture ospedaliere e sanitarie private presenti in provincia di Brescia.

 

PARIFICARE I TRATTAMENTI

Lavoratori che hanno la stessa preparazione e la stessa competenza di quelli della sanità pubblica, che svolgono le medesime funzioni ma che sono pagati di meno e hanno meno tutele, con ripercussioni su inquadramento, orari, trattamenti di malattia, infortuni, ferie, maternità e congedi parentali.

Un’insopportabile ingiustizia, aggravata dall’arroganza delle associazioni che rappresentano queste aziende, Aris e Aiop, che dopo aver firmato una pre-intesa per il rinnovo del contratto si sono rifiutate di ratificarlo puntando ad ottenere ulteriori contributi da Stato e Regioni.

 

L’ANTICIPO NON RISOLVE IL PROBLEMA

7 delle 17 strutture bresciane hanno deciso autonomamente di erogare ai lavoratori un anticipo su ciò che verrà definito contrattualmente, ma l’aspetto economico è solo una parte della vertenza che punta ad ottenere per i lavoratori della sanità privata lo stesso trattamento dei colleghi occupati nella sanità pubblica.

Lo sciopero e il presidio di mercoledì in Largo Formentone sarà caratterizzato dal bianco delle magliette indossate dai partecipanti che distribuiranno ai cittadini delle mascherine chiedendo il loro sostegno.