La Mostra del Cinema e il racconto del lavoro
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La Mostra del Cinema e il racconto del lavoro

A Venezia il premio 'Persona Lavoro Ambiente' istituito dalla FAI Cisl al film “Dashte Khamoush” di Ahmad Bahrami

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Pubblicato il 13 Settembre 2020

“Mio padre ha lavorato in fabbrica ed è andato in pensione dopo trent’anni di fatiche. Il film è un omaggio a mio padre e a tutti coloro che, in ogni parte del mondo, lavorano duramente. Quei lavoratori senza i quali la civiltà degli uomini non avrebbe raggiunto l’attuale livello di progresso”.

Così il regista iraniano Ahmad Bahrami alla presentazione del suo film, Dashte Khamoush (Terra desolata), proiettato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica terminata ieri a Venezia.

La pellicola ha ricevuto il premio “Persona Lavoro Ambiente” istituito dalla FAI Cisl, la federazione dei lavoratori dell’agricoltura e dell’industria alimentare.

 

LA MOTIVAZIONE DEL PREMIO

Il film – si legge nella motivazione della giuria – narra la quotidianità di un mattonificio in un luogo remoto, raccontando criticamente gli elementi essenziali delle relazioni che si instaurano in tutti i luoghi di lavoro, come il rapporto tra imprenditore e lavoratore o tra intermediari e subordinati, la rappresentanza, lo sfruttamento, il legame tra il lavoro e la dignità della persona”.

 

RICONOSCIMENTO SPECIALE
AD ANDREI  KONCHALOVSKY

La menzione speciale sul lavoro è andata invece a Dorogie Tovarischi! (Cari compagni), di Andrei Konchalovsky (Russia, 2020, 120’) che partendo dalla repressione di uno sciopero nella Russia dopo l’era Stalin, affronta i temi della libertà, della democrazia, dell’autorità, attraverso i filtri delle relazioni familiari ed affettive.

Per la menzione speciale sul tema dell’ambiente sono stati scelti due film ex aequo: Non cadrà più la neve di Magorzata Szumowska e Micha Englert (Polonia, Germania, 2020, 115’) e The Whaler Boy di Philipp Yuryev (Russia, Polonia, Belgio, 2020, 94′).