Scaduto il 61,6% dei contratti collettivi nazionali di lavoro
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Scaduto il 61,6% dei contratti collettivi nazionali di lavoro

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Pubblicato il 24 Agosto 2020

 

Ci sono oltre 10 milioni di lavoratori privati (il 79,2%)  – che salgono a più di 13 se si aggiungono i circa 3,2 milioni di dipendenti pubbliciin attesa del rinnovo del contratto di lavoro. E’ quanto emerge dall’11° Report periodico dei contratti collettivi del CNEL.  Gli accordi in attesa di rinnovo sono 576 su 935. In percentuale risulta scaduto il 61,6% dei contratti collettivi nazionali di lavoro.

 

I SETTORI SENZA CONTRATTO

I settori interessati riguardano l’agricoltura, il florovivaismo e fioricoltura, i chimici, i metalmeccanici (l’unico di cui è in corso la trattativa), il tessile e la moda, commercio e agenti di commercio, i lavoratori dello spettacolo, la RAI, trasporto e logistica, i marittimi, i bancari, quelli della sanità.

 

E’ URGENTE RAGIONARE ALLA DEFINIZIONE DI ELEMENTI COMUNI

Mai in passato si era registrato un dato simile. – ha dichiarato il presidente del CNEL Tiziano Treu – Il rinnovo dei contratti è la priorità per la ripartenza dell’economia soprattutto perché la pandemia ha imposto un’accelerazione al cambiamento nel lavoro e nell’organizzazione delle imprese di cui non si può non tenere conto. È urgente ragionare tutti insieme alla definizione di elementi comuni, nuovi diritti, come quello alla formazione, o le regole del lavoro agile, da includere nella contrattazione”.