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Caffaro. Reboni (Cisl): subito politiche attive per il lavoro per i 54 operai
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Caffaro. Reboni (Cisl): subito politiche attive per il lavoro per i 54 operai

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Pubblicato il 7 Agosto 2020

Un incontro dal quale non sono emerse novità, in ogni caso necessario per ribadire le priorità determinate dalla comunicazione di Caffaro Brescia del 28 luglio di cessare ogni attività produttiva a far data dal primo di settembre. Priorità che sono due: certamente quella della sicurezza ambientale, ma lo è altrettanto quella del posto di lavoro dei 54 dipendenti“.

Paolo Reboni, componente della Segreteria provinciale della Cisl, riassume così i contenuti della riunione convocata dal Comune di Brescia su richiesta delle organizzazioni sindacali per fare il punto sull’azienda di via Milano.

L’assessore all’Ambiente Miriam Cominelli ha condiviso la preoccupazione occupazionale di Cisl e Cgil e la necessità, appoggiando l’iniziativa sindacale di chiedere al Ministero dello Sviluppo un tavolo di confronto per valutare tutte le possibilità di ricorso agli ammortizzatori sociali, di una interlocuzione urgente con l’azienda.

 

NO A LOGICHE SOLO ASSISTENZIALI, SI ALLE POLITICHE ATTIVE PER IL LAVORO

Nell’immediato occorre un’azione difensiva a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie – ha detto Paolo Reboni nel corso dell’incontro – ma occorre anche agire attraverso le politiche attive per il lavoro per costruire alternative occupazionali vere. E bisogna cogliere tutte le opportunità, soprattutto quelle di Regione Lombardia con il rifinanziamento delle Doti Uniche Lavoro, strumenti concreti per passare dall’assistenzialismo alla promozione del lavoro attraverso la formazione, la riqualificazione e il reinserimento nel mercato del lavoro”.