Caffaro Brescia chiude. Pluda (Cisl): serve impegno di tutti per l’occupazione

“Alla soddisfazione, assolutamente condivisa, per i passi avanti sugli interventi di bonifica nel sito della Caffaro, occorre che ci sia da parte di tutti gli attori in campo, impresa e istituzioni in testa, una responsabile presa in carico del problema occupazionale che si va profilando”.

Il segretario generale di Cisl Brescia, Alberto Pluda, interviene sulla vicenda all’indomani dell’assemblea dei lavoratori della Caffaro Brescia (azienda che produce il sale utilizzato negli impianti di addolcimento dell’acqua e che non ha niente a che fare con la Caffaro Chimica che operò nell’area fino alla seconda metà degli anni Ottanta) nel corso della quale è stata discussa la comunicazione dell’azienda sulla interruzione, dal 1 settembre prossimo, di tutte le attività produttive oggi ancora in essere.

 

Risanamento ambientale non deve fare rima con disoccupazione

Il problema dei 54 lavoratori Caffaro Brescia non può essere considerato alla stregua di un effetto collaterale del necessario risanamento ambientale dell’area – continua Pluda – va affrontato con serietà e con responsabilità. Per questo la Cisl, con la Femca e le altre sigle sindacali di categoria, chiede alle istituzioni che il confronto sollecitato dall’azienda per il passaggio di consegne relative alla misure di messa in sicurezza venga allargato alla forte preoccupazione per il futuro che riguarda lavoratori e famiglie”.

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