Trasporto pubblico, come sarà a settembre? La Regione tace
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Trasporto pubblico, come sarà a settembre? La Regione tace

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Pubblicato il 30 Luglio 2020

È tornato a riunirsi oggi il Tavolo Tpl, convocato da Regione Lombardia. Nel dibattito sono nuovamente emerse le preoccupazioni per la ripresa delle attività a settembre, in considerazione dello stato arretrato delle decisioni in merito alla mobilità delle persone e delle cose a fronte di indici di riempimento dei mezzi pubblici, che sono un quinto del periodo pre- lockdown.

Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Lombardia sono tornate a sollecitare con forza decisioni che vadano nella direzione dello scaglionamento degli orari di tutto quanto risponda a criteri pubblici (scuole e uffici), che deve essere oggetto di contrattazione specifica città per città, ente locale per ente locale, ufficio per ufficio.

Obiettivo: evitare il collasso delle reti stradali, che rischiano seriamente di essere bloccate da mezzi privati.

“Dobbiamo purtroppo constatare – si legge in una nota unitaria di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Cgil, Cisl, Uil Lombardia – come l’esito della riunione sia stato il medesimo del tavolo precedente: vale a dire nessuna decisione concreta da parte di Regione Lombardia e il rimpallo delle responsabilità sui problemi più cogenti (scaglionamento orari e risorse economiche) sul governo centrale”.

“Ancora una volta – proseguono – Regione Lombardia decide di non governare un settore così delicato come il trasporto dei passeggeri e di non favorire la contrattazione con il sindacato a finché si possano scaglionare gli orari degli uffici pubblici e delle scuole. Il tempo passa e settembre, con la riapertura delle scuole, si avvicina. Il mancato distanziamento sui mezzi, soprattutto nei tratti extraurbani, rischia di alimentare nuovi inizi di focolai sui mezzi pubblici”.