Case popolari e norme discriminatorie: Regione Lombardia condannata

Per la terza volta la Regione Lombardia viene condannata a rimuovere norme sull’accesso alle case popolari perché incostituzionali e/o discriminatorie. Il  27 luglio il Tribunale di Milano ha ordinato alla Regione di modificare immediatamente il Regolamento delle assegnazioni, sia nella parte relativa alla residenza quinquennale (già dichiarata incostituzionale dalla Corte nell’ambito dello stesso procedimento), sia nella parte che pone in carico ai soli cittadini stranieri la presentazione di documentazione sull’impossidenza immobiliare, estendendo tale condizione anche a quelli titolari di permesso umanitario, protezione internazionale o altri casi speciali.

“Ora la Regione  – sottolineano Cisl e Sicet Lombardia – dovrà dare indicazione ai Comuni e alle Aler di richiamare tutti i nuclei familiari esclusi a causa delle norme contestate e ricollocarli nelle graduatorie”.

Senza escludere che molti degli esclusi potrebbero agire nei confronti della Pubblica Amministrazione per chiedere il risarcimento di eventuali danni provocati dalla mancata assegnazione dell’alloggio.

“E’ tempo – scrivono in un comunicato Cisl e Sicet Lombardia – che Regione Lombardia prenda finalmente atto del fallimento delle sue politiche e inizi un confronto serio con il sindacato per riformare integralmente la legislazione regionale sull’edilizia residenziale pubblica e più in generale sulla casa, e rispondere a una domanda sociale di alloggi che coinvolge decine di migliaia di cittadini”.

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