Lettera aperta delle insegnanti della scuola dell’infanzia

Dopo giorni concitati e frenetici di parole che si sono rincorse, molte volte con toni rabbiosi e poco piacevoli nei confronti di noi insegnanti, ci sentiamo di portare all’attenzione di voi tutti delle riflessioni che speriamo possano finalmente dare voce anche al nostro punto di vista e configurarsi come una ‘ripartenza’, affinché rapporti già tesi tornino invece ad essere più rispettosi e collaborativi”.

Le insegnanti delle Scuole dell’Infanzia del Comune di Brescia hanno deciso di mettere nero su bianco i loro pensieri in una lettera aperta ai bresciani e agli  amministratori pubblici.

“Le parole hanno un peso – affermano – sia quelle dette che quelle scritte e crediamo sia importante che vengano usate in un’ottica costruttiva e non disgregativa, come invece è accaduto in questi ultimi giorni”.

Segue un’analisi puntigliosa delle modalità e del senso dell’essere insegnante dentro una cornice di incertezza come quella consegnataci dal lockdown, fatta soprattutto di sperimentazione, non priva di incomprensioni.

“Mentre si rimarca l’irrinunciabilità dell’attenzione al benessere fisico – conclude la lettera – non dobbiamo dimenticarci di quello emotivo, né annullare l’importanza della rete sociale, che è fondamentale per lo sviluppo delle capacità che accompagneranno l’individuo per tutta la vita. La vita di società è una necessità e non un ‘capriccio’. Ricercare un equilibrio sarà, a un certo punto, una necessità“. L’augurio è che il dibattito pubblico in Italia non continui a eludere la questione”.

 

 

 

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