Poste Italiane contro i lavoratori somministrati. Primi disimpegni

Si tiene oggi davanti alla sede nazionale di Poste Italiane, il sit in di protesta organizzato da Felsa Cisl, Nidil Cgil e UilTemp per rivendicare la continuità occupazionale degli oltre 200 lavoratori somministrati da Adecco in Poste Italiane.

Qualche giorno fa infatti, Adecco ha comunicato a 17 suoi dipendenti la volontà di Poste Italiane di interrompere la missione di quanti avessero raggiunto 24 mesi di missione, pur essendo i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato. Il motivo? Una errata interpretazione da parte di Poste del Decreto Dignità.

Il testo di legge infatti, pone dei limiti all’uso dei contratti a tempo determinato che non possono durare più di 24 mesi, ma esclude chiaramente che la stessa regola valga in caso di contratto a tempo indeterminato. Dunque un cavillo che potrebbe costare il posto di lavoro a circa 250 lavoratori in missione presso Poste con contratti a tempo indeterminato alle dipendenze di Adecco e le cui missioni avranno scadenze nei prossimi mesi.

Tutto ciò nonostante le assunzioni fossero avvenute grazie a due accordi nazionali sottoscritti da Adecco e Felsa Cisl, Nidil Cgil e UilTemp, utilizzando tutti gli strumenti contrattuali che il CCNL della Somministrazione prevede per garantire una flessibilità tutelata.

Un comportamento del genere da parte di Poste Italiane avrebbe delle ricadute molto gravi sui lavoratori coinvolti, che si vedrebbero privati del proprio lavoro e sostituiti da nuove risorse, generando un turn over che a nessuno gioverebbe ma anzi alimenterebbe un circuito di precarietà: il tutto dopo aver assicurato – con competenza e professionalità – il servizio alla collettività nella complessa gestione dell’emergenza sanitaria.

 

 

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