Case di riposo: è allarme occupazionale

Dopo essere stati travolti dalla emergenza Coronavirus che anche all’interno di molte RSA, le Residenze Sanitarie Assistenziali per gli anziani, hanno avuto drammatiche conseguenze per gli ospiti e per gli operatori, il blocco delle liste di attesa e dunque degli inserimenti deciso da Regione Lombardia lo scorso 8 marzo, sta avendo ora pesanti conseguenze.

Lo denuncia la Cisl Funzione Pubblica.

 

“L’impossibilità di coprire i posti letto resisi liberi in questi ultimi due mesi, e chissà ancora per quanto, sta infatti ripercuotendosi in maniera drammatica sul personale delle Case di riposo e sulla mancata risposta al bisogno delle famiglie.

Per queste amministrazioni, infatti, ogni posto letto inoccupato genera un minore introito per le strutture di circa 80/100 euro al giorno con problemi finanziari delle strutture e conseguentemente con un esubero di personale.

Alcune Fondazioni stanno sopperendo al disagio attraverso l’attribuzione di ferie pregresse, recuperi ore, eccetera. Ma questo non può proseguire all’infinito. Infatti già alcune RSA stanno procedendo alla richiesta di cassa integrazione per il proprio personale.

Dopo aver assistito increduli, nella prima fase emergenziale, alla assoluta mancanza di considerazione e di attenzione su questo ambito, ora ci troviamo a dover affrontare una crisi che riguarda senz’altro il personale che rappresentiamo, ma anche la necessaria risposta alla richiesta socio assistenziale dei territori.

Vale la pena ricordare che il nostro territorio, con una distribuzione capillare delle strutture, quasi una RSA ogni due Comuni, ha sempre rappresentato una eccellenza nella accoglienza diffusa, senza sradicare i nostri cari dalla loro storia e dal loro territorio. Riteniamo questo un valore inestimabile che va preservato, valorizzato e mantenuto.

Diventa quindi indispensabile che le autorità preposte intervengano. E’ necessario ripristinare e potenziare le risposte sul territorio, anche in termini socio-assistenziali. In particolare ci rivolgiamo a Regione Lombardia e alle ATS bresciane affinché con estrema urgenza si possano ripristinare gli ingressi nelle RSA attingendo alle liste di attesa, fornendo così una risposta al bisogno assistenziale dei cittadini e mettendo allo stesso tempo in sicurezza l’occupazione dei lavoratori in questi enti”.

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