Cremaschini (Cisl FP): tutela dei lavoratori è prova di maturità

“È sempre più intenso il flusso di denunce all’Inail per i contagi sul lavoro da coronavirus”. Lo scrive Bresciaoggi in un ampio articolo intitolato: “Quando il Covid è un ‘infortunio’ sul lavoro”.

Tra la fine di febbraio ed il 4 maggio a livello nazionale le denunce sono state 37.352. I casi mortali 129: in Lombardia il 34,2% delle denunce e quasi il 43% dei decessi. In provincia di Brescia le pratiche avviate per contagio sono state circa 1.800.

L’INAIL ha inquadrato i contagi da Coronavirus nella categoria degli infortuni sul lavoro. Una decisione che ha sollevato la dura presa di posizione del presidente degli industriali bresciani secondo il quale non è possibile stabilire se il contagio è avvenuto sul lavoro o fuori dal luogo di lavoro.

 

La risposta di Angela Cremaschini (Cisl Funzione Pubblica)

“Il Covid-19 – ha detto a Bresciaoggi Angela Cremaschini, segretario provinciale della Cisl Funzione pubblica –  è una malattia nuova, ancora sconosciuta. Una circostanza che rafforza il dovere della prudenza e il diritto alla tutela dei lavoratori, soprattutto quelli fatalmente più esposti al rischio di contagio. Comprendiamo la preoccupazione degli imprenditori, che si sono trovati loro malgrado a dover gestire uno scenario mai visto prima che aggiunge un problema ad altri problemi. Siamo consapevoli del fatto che dietro un infortunio c’è sempre l’innalzamento del premio da versare all’INAIL, ma ritengo che in un contesto di fragilità sociale diffusa, i lavoratori e la loro salute vadano garantiti ad ogni costo. Andrà sicuramente verificata e approfondita la correlazione tra contagio da virus ed infortunio, ma in un’ottica di salvaguardia le denunce vanno presentate. Quella della tutela dei lavoratori è una prova di maturità civile e culturale del Paese”.

 

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