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Pensionati Cisl: Sanità in tilt e dramma RSA, riflessioni e indagini
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Pensionati Cisl: Sanità in tilt e dramma RSA, riflessioni e indagini

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Pubblicato il 6 Maggio 2020

E’ possibile un ripensamento serio su quanto è avvenuto, lontano da polemiche e “rimpalli”? Se lo chiede – e lo chiede alla politica e alle istituzioni – la Segreteria provinciale dei Pensionati Cisl in un’approfondita riflessione sulle “drammatiche vicende di questi mesi” avvenute nella sanità e nelle Case di riposo.

L’emergenza Coronavirus – scrivono Giuseppe Orizio, Giovanna Mantelli e Battista Alghisi “ha messo in luce i limiti e le contraddizioni di un modello di sanità già in sofferenza tra chiusura di strutture, riduzioni di personale, privatizzazioni, finanziamenti inadeguati”.

 

DA REGIONE LOMBARDIA UNA CHIUSURA AUTOREFERENZIALE

La Segreteria della Fnp Cisl punta il dito contro “la chiusura autoreferenziale di Regione Lombardia ed i limiti di ATS” che hanno determinato “la povertà di risorse territoriali, la mancata integrazione tra servizi sociali e socio sanitari, l’attenzione concentrata su interventi specialistici e ospedalieri che hanno lasciato allo sbando la medicina territoriale”.

 

POLEMICHE NO, OCCORRE UN SERIO RIPENSAMENTO

Il sindacato dei Pensionati Cisl mette in chiaro di non essere in cerca di polemiche ma di pretendere una riflessione seria, un ripensamento complessivo: “Abbiamo ora bisogno di saper riconoscere gli errori per riuscire ad affrontare una ripartenza che ci trovi più forti e consapevoli dei rischi e più efficaci ed immediati negli interventi mirati”.

 

SCONCERTO PER IL DRAMMA NELLE RSA

Orizio, Mantelli e Alghisi ribadiscono la preoccupazione per la situazione che si era generata nelle fase più acute dell’emergenza nelle RSA e RSD, con la drammatica contabilità di contagi e di decessi, “nonostante lo sforzo encomiabile messo in atto da tutto il personale a fronte dei ritardi ingiustificati da parte di ATS nel fornire le dotazioni di  protezione individuale.

 

IL SILENZIO DELLA PREFETTURA

Certo non aiuta il silenzio delle istituzioni (“Sulla drammatica situazione nelle Rsa della nostra provincia abbiamo unitariamente inviato una lettera al Prefetto di Brescia per chiedere un incontro; lettera che a tutt’oggi non ha avuto alcuna risposta”) anche perché la situazione continua a peggiorare (“E’ necessario indagare a fondo su eventuali responsabilità, negligenze ed inefficienze, ad ogni livello”).