Sindacati, industriali e Prefettura a confronto sulla ripresa

Il segretario provinciale della Cisl è chiaro: “Non c’è scontro con l’Aib, noi difendiamo la necessità di applicare regole omogenee a tutto il Paese, con buon senso e responsabilità”. Il tema su cui il Giornale di Brescia ha intervistato ieri Alberto Pluda (pubblicata nell’edizione del quotidiano in edicola), sono le modalità di ripartenza del sistema produttivo proposte dall’associazione degli imprenditori bresciani, contenute in un protocollo territoriale messo a punto dall’Aib con l’Agenzia per la tutela della salute, l’Università, esperti e virologi. Obiettivo, riaprire le fabbriche garantendo la sicurezza ai lavoratori.

Se ne parlerà oggi in una videoconferenza tra sindacati, imprese e Prefettura.

Il problema è che di “protocollo sicurezza” ce n’è già uno firmato il 14 marzo a Palazzo Chigi da tutte le parti in causa.

Non capiamo la necessità di un protocollo locale – ha detto ieri il leader provinciale della Cisl al cronista – visto che c’è quello nazionale, ben preciso da rispettare, a cominciare dalle aziende che stanno lavorando in base al decreto del Governo. Bisogna applicare regole omogenee: cosa ha di diverso una fabbrica metalmeccanica bresciana da una, per dire, bergamasca?”.

Le organizzazioni sindacali dei lavoratori ritengono che la ripartenza produttiva debba essere il frutto di una tempistica decisa dal Governo.

“Fare una cosa specifica per Brescia – ha affermato Pluda – non ha senso. La nostra preoccupazione è che il protocollo locale si vogliano invece superare i codici Ateco sulle aziende che possono lavorare”.

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